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NOSnews mercoledì 22 luglio 2020 ore 14:12

Ricercatori toscani a caccia delle antiche terme

Ricercatori delle Università di Siena, Pisa e Sassari sono alla ricerca di uno dei più importanti santuari dedicati all'acqua di epoca etrusco romana



SAN CASCIANO DEI BAGNI — E’ iniziata la seconda campagna di scavo archeologico alla ricerca delle antiche terme romane a San Casciano dei Bagni, in provincia di Siena. Le indagini, in concessione al Comune di San Casciano del Bagni dalla Direzione Generale Archeologia Belle Arti e Paesaggio, sono partite nell’aprile dell’anno scorso da un progetto scientifico nato in collaborazione con la Soprintendenza ABAP di Siena, Grosseto e Arezzo e con ricercatori di Siena, Pisa, Dublino e Cipro. Quest’anno il team, con la direzione di Emanuele Mariotti, coinvolge anche studenti delle Università di Siena, Pisa e Sassari che, fino al 31 luglio 2020, indagheranno l’area attigua al Bagno Grande, il luogo simbolo della stazione termale i cui miti riportano alle divinità di Apollo, Esculapio ed Egeria, unite dal culto dell’acqua, i cui nomi già sono stati rinvenuti in epigrafi in quest’area a sud della provincia di Siena. Gli scavi sono diretti da Mariotti con la supervisione di Jacopo Tabolli, funzionario archeologo della Soprintendenza archeologica belle arti e paesaggi per le province di Siena, Arezzo e Grosseto.

L’indagine dell’area di Bagno Grande conosciuta anche dai tanti frequentatori delle terme libere, in uno dei più imponenti santuari dedicati all’acqua di epoca etrusco-romana del territorio e luogo strategico, di confine, tra le due potenti città stato di Orvieto e Chiusi, punta alla comprensione dello sviluppo dell’antico complesso santuariale e termale di San Casciano dei Bagni, nell’area prospiciente le vasche del Bagno Grande; un patrimonio storico-archeologico rimasto per secoli sepolto che potrebbe essere fonte di arricchimento documentario e un valore inestimabile per la collettività.

“Siamo contenti di poter tornare a scavare l'area del Bagno Grande anche quest’anno - ha detto il sindaco Agnese Carletti - Il progetto ha l’ambizioso obiettivo di riqualificare quest’area partendo dal suo passato e quindi riportando alla luce i resti delle antiche terme per far emergere l’antico splendore di questo territorio. La volontà di questa Amministrazione Comunale in continuità con quelle passate è infatti proprio quella di ricostruire puntualmente la nostra storia per garantire le prospettive del nostro futuro in termini di arricchimento del patrimonio culturale e dell’avanzamento della ricerca archeologica in questo ambito. Una collaborazione quella tra il Comune di San Casciano dei Bagni ed i ricercatori delle singole Università italiane che, sotto la supervisione attenta della Soprintendenza, può contribuire alla riscrittura della storiografia locale e arricchire le conoscenze sull’antico popolo etrusco e romano che qui hanno vissuto e prosperato”.

“L’importanza di questo scavo in concessione - ha dichiarato il Soprintendente Andrea Muzzi - risiede nel lungo percorso intrapreso di tutela del patrimonio archeologico e paesaggistico di questa eccezionale valle, caratterizzata fin dall’antichità da una frequentazione legata al potere delle acque calde. Lo scavo archeologico è infatti il coronamento di una lunga progettazione, nata attorno al santuario termale di età etrusco-romana del Bagno Grande e alla sua cornice paesaggistica. Un sogno che il Comune di San Casciano dei Bagni ha coltivato da molti anni, a partire dagli scavi della necropoli di Balena, fino all’apertura delle Stanze Cassianensi, e che la Soprintendenza ha accompagnato nella consapevolezza che un luogo pubblico così eccezionale possa trovare nelle stratigrafie che emergono - e che anche quest’anno verranno certamente alla luce - una cornice superba di narrazione identitaria per la comunità di San Casciano dei Bagni e per i tanti turisti che visitano questo luogo unico nel suo genere”

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