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NOSnews martedì 14 luglio 2020 ore 11:57

Lezioni al tempo del Covid, ecco come è andata

Gli insegnanti di elementari, medie e superiori hanno risposto ad una serie di domande per valutare la didattica a distanza durante l'epidemia



MILANO — Una indagine online realizzata da Laboratorio Adolescenza e Istituto di ricerca IARD su un campione nazionale di 500 insegnanti delle scuole primarie e secondarie ha registrato che in tre mesi di scuola online, la didattica, specialmente nelle scuole superiori, avrebbe funzionato abbastanza bene. Secondo il 75 per cento degli insegnanti gli studenti sono riusciti a seguire costantemente le lezioni online, il 62 per cento dei docenti è riuscito a portare a termine tutto o quasi tutto il programma, e il 56,8 per cento ha considerato la didattica a distanza abbastanza efficace in relazione all'apprendimento. Difficoltà e problemi ce ne sono stati molti però, e saranno da tenere in considerazione all'avvio del nuovo anno scolastico. 

Ecco alcuni risultati del sondaggio

Calendario scolastico programmi, partecipazione e compiti “a casa”: Oltre l’80 per cento delle ore svolte secondo il 36 per cento degli insegnanti; tra il 60 e l’80 per cento per un ulteriore 30 per cento degli insegnanti. Solo il 5,7 per cento dei docenti ha affermato di essere riuscito a svolgere meno del 30 per cento delle ore previste. Il 61 per cento è riuscito a svolgere tutto o quasi tutto il programma previsto, mentre meno del 10 per cento ha lamentato di essere riuscito a svolgerne meno della metà.

Circa la partecipazione degli studenti: tutti o quasi davanti al computer per il 75 per cento degli insegnanti e meno della metà soltanto per il 5 per cento. Le difficoltà iniziano con la “produzione di elaborati” da parte degli studenti: secondo il 61 per cento dei professori delle superiori, un 42,5 per cento alle medie, tutti, o quasi tutti gli studenti hanno svolto i compiti assegnati. I risultati variano, però, a seconda del tipo di scuola: sono certamente migliori nelle scuole secondarie di secondo grado rispetto alle secondarie di primo grado. Tornano a migliorare leggermente nelle scuole primarie.

Efficacia, motivazione e soddisfazione: La maggioranza degli insegnanti di tutte le scuole, il 56,8 per cento, ha complessivamente considerato l’attività scolastica online abbastanza efficace. Poco o per nulla efficace, invece, per il 39,6 per cento, 43,3 per i professori delle scuole primarie. Ma c’è anche il 3,7 che l’ha considerata “molto efficace”. Decisamente positiva la percezione degli insegnanti sul livello di motivazione da parte degli studenti: il 60 per cento l’ha considerata “buona”, l’11 addirittura “elevata”. “Modesta o nulla” solo per poco più di un quarto degli insegnanti intervistati.

Note dolenti, le difficoltà riscontrate: La lamentela maggiore degli insegnati, il 90,4 per cento, è stata di aver lavorato troppo rispetto al normale. Al di là di questo aspetto “sindacale”, tra gli handicap della didattica a distanza al primo posto c’è la mancanza di contatto con gli studenti, al 91 per cento nelle scuole elementari e al 77,6 alle scuole superiori. A seguire, la difficoltà a ripensare le “verifiche” in un contesto che non poteva garantire che gli studenti non ricevessero aiuti. Poco segnalate le difficoltà ad impratichirsi degli strumenti necessari per svolgere le lezioni a distanza o riguardanti la scarsa funzionalità degli strumenti didattici disponibili. Gli insegnanti delle primarie, 64,1 per cento, hanno registrato una maggiore difficoltà, rispetto ai colleghi delle superiori, 43,7, a ripensare le lezioni in chiave di didattica a distanza.

Difficoltà riscontrate

Significativo aumento del tempo dedicato al lavoro90,4%
Il non avere contatti diretti con gli studenti81,2%
La difficoltà a ripensare le verifiche a distanza con nessuna garanzia che non siano aiutati79,6%
Difficoltà a separare il lavoro dal resto della quotidianità68,0%
Il non avere contatti diretti con i colleghi64,8%
Il tempo necessario a reperire materiale adatto alla didattica a distanza64,1%
Difficoltà tecniche di connessione56,8%
La difficoltà a ripensare le lezioni in chiave di didattica a distanza47,6%
Uno scarso supporto nella formazione dei docenti45,1%
La scarsa funzionalità degli strumenti didattici disponibili37,3%
Difficoltà a conciliare il lavoro con il concomitante lavoro/studio di altri familiari34,6%
La difficoltà ad impratichirmi velocemente nell’utilizzo delle piattaforme software25,2%

Spiegazioni, interrogazioni, interazione con la classe: Le difficoltà specificamente relative alla didattica hanno comprensibilmente risentito del livello della scuola. Pochi problemi nel gestire il momento della spiegazione online per i prof delle superiori, molte difficoltà a farlo, invece, nelle scuole elementari con bambini dall’altra parte dello schermo. L’aspetto più complesso è stato quello delle verifiche scritte, ma anche tenere alta l’attenzione della classe.

MOLTO / ABBASTANZA DIFFICOLTOSOtotsuperiorimedieelementari
Verifiche scritte82,4%81,8%82,2%84,6%
Interazione tra studenti80,5%77,6%83,6%88,5%
Attenzione classe70,8%68,2%68,5%81,3%
Verifiche orali60,7%59,8%58,9%65,4%
Spiegazioni43,5%34,6%43,8%75,7%

Effetti collaterali: Tra gli effetti collaterali negativi della didattica a distanza: sedentarietà, bruciore agli occhi, stanchezza e stress sono stati i più “votati” dagli insegnanti. Meno del 50 per cento ha lamentato ansia, senso di solitudine o depressione.

Disturbi riscontrati
Sedentarietà87,0%
Bruciore agli occhi79,6%
Stanchezza per mancanza di recupero76,2%
Stress73,7%
Mal di schiena69,1%
Mal di testa51,5%
Difficoltà ad addormentarsi51,5%
Ansia48,3%
Senso di solitudine43,2%
Depressione33,0%
Fastidio alle orecchie a causa delle cuffie23,6%

Bilanci e previsioni: Dovendo dare una valutazione da 1 a 5 su quanto agli studenti sia mancata la scuola, il 44 per cento degli insegnati ha indicato, per i propri studenti, il punteggio “5”. Il “4” è stato indicato dal 37 per cento. Solo il 4 per cento degli insegnati ha indicato l’1 o il 2. Comunque, tra luci e ombre, il personale giudizio complessivo dato dagli insegnanti intervistati sull’esperienza della scuola a distanza è risultato sostanzialmente positivo, senza differenze in base all’ordine e grado della scuola nella quale insegnano. Il 52,6 per cento si è dichiarato abbastanza soddisfatto e il 5,7 per cento molto soddisfatto. Tra i giudizi negativi 32,5 per cento poco soddisfatto e 9 per nulla soddisfatto. Ne deriva che una larga maggioranza (62,7) sostiene che gli piacerebbe integrare la normale attività a scuola con qualche attività online, purché organizzate e pianificate meglio. Il 33 per cento lo esclude tassativamente, mentre il 4,3 non vedrebbe male, anche in tempi di normalità, un’attività a distanza prevalente. Circa le previsioni per il prossimo futuro la maggioranza (69,3) ipotizza che a settembre si tornerà a scuola con modalità differenti e turni, mentre c’è il 21 per cento di ottimisti che a settembre si tornerà a scuola come sempre, mentre un 8 per cento di “catastrofisti” ritiene che non si tornerà a scuola e si continuerà con le lezioni online ancora per molti mesi. Il 62 per cento esclude però l’ipotesi di far stare per ore ed ore, a scuola, gli studenti con la mascherina. Interessante osservare che su questi ultimi aspetti le risposte date dagli insegnanti sono state abbastanza simili a quelle date dagli studenti in un analogo rilevamento effettuato da Laboratorio Adolescenza nel mese di maggio.

StudentiInsegnanti
Integrare la normale attività a scuola con qualche attività online, purché organizzate e pianificate meglio42,1%62,7%
Abbandonare completamente l’attività didattica online50,1%33,0%
Attività scolastica online prevalente rispetto alle lezioni impartite a scuola7,7%4,3%
Si tornerà a scuola a settembre come sempre17,0%21,0%
Si tornerà a scuola con modalità differenti e turni62,9%69,3%
Non si tornerà a scuola e si continuerà con le lezioni online ancora per molti mesi19,4%8%
No alle mascherine a scuola67%62%


Maurizio Tucci
, presidente di Laboratorio Adolescenza ha commentato "Questa improvvisa esperienza della didattica online ha dato una chiara dimostrazione – semmai la consuetudine ne avesse fatto appannare la consapevolezza – che nel processo formativo di un bambino e di un adolescente “la scuola” non è soltanto didattica apprendimento e valutazione, ma è anche – in alcune circostanze direi addirittura soprattutto – interazione, integrazione e condivisione. Il vuoto maggiore di questi tre mesi “online” è stata proprio la mancanza di questi aspetti sociali e umani che non c’è “piattaforma” che può surrogare. Ciò premesso, l’esperienza fatta deve anche farci riflettere sul fatto che l’utilizzo di nuovi strumenti e nuove tecnologie può essere sinergico ad una didattica tradizionale che non dobbiamo più considerare intoccabile come un tabù. Sarebbe auspicabile che dall’emergenza si tragga una spinta per un’impalcatura scolastica troppo ancorata ad un passato che non esiste più.

Carlo Buzzi, sociologo dell’Università di Trento, Direttore scientifico dell’area ricerca di Laboratorio Adolescenza e membro del Comitato scientifico dell’Istituto di ricerca IARD ha aggiunto "Uno dei risultati più sorprendenti offerti dalla ricerca riguarda la valutazione da parte degli insegnanti delle performance degli studenti e delle studentesse durante l’esperienza di didattica a distanza confrontate con l’abituale livello di profitto. Più della metà sostiene che le differenze di profitto tra i loro allievi hanno subito dei cambiamenti, circa i due terzi hanno riscontrato che alcuni studenti hanno peggiorato il profitto ma, con una percentuale quasi uguale, altri studenti lo hanno migliorato. Tutto ciò senza apprezzabili differenze tra i diversi ordini scolastici

Le differenze di profitto tra gli studenti sono rimaste immutate47,1%
Alcuni studenti hanno migliorato il loro abituale livello di profitto61,3%
Alcuni studenti hanno peggiorato il loro abituale livello di profitto67,0%

La consolidata metodologia valutativa operata in classe dai docenti italiani, basata sulle valutazioni degli apprendimenti dei loro discenti osservati nel rapporto didattico in presenza, risulta dunque sconvolta con la didattica online. Il che pone interessanti questioni sull’equità della valutazione del merito se questa cambia, e in molti casi si ribalta, solo utilizzando tecniche didattiche diverse. La ricerca ha messo in luce un problema che sarebbe molto interessante approfondire".

Rocco Cafarelli, dirigente scolastico, membro consiglio direttivo di Laboratorio Adolescenza ha commentato "La DAD è stata sicuramente la ciambella di salvataggio che ha permesso, durante il lockdown, di limitare i danni per milioni di studenti, famiglie e per il sistema scolastico in generale, utilizzando una “didattica della quarantena” per salvaguardare il diritto all’istruzione dei nostri ragazzi. Questo però non è sufficiente per avvalorare la tesi degli entusiasti della DAD che sostengono che questo sarà il modo per superare l’obsoleto modello trasmissivo dell’insegnamento e garantire l’ingresso di una didattica efficiente e moderna. La realtà di questi mesi e i risultati di questa indagine hanno smentito questa ipotesi perché, anche per l’improvvisazione dovuta all’emergenza, ci si è limitati perlopiù a travasare molto del “vecchio” nel “nuovo”: il disciplinarismo, la durata eccessiva delle sedute, la mole di compiti, le ansie del terminare comunque i programmi".

Teresa Caputo, insegnante scuole medie superiori, membro consiglio direttivo di Laboratorio Adolescenza ha detto "I risultati dell'indagine potrebbero apparire sorprendenti a chi guarda la scuola dall'esterno o a chi si basa spesso sui luoghi comuni su di essa. Gli insegnanti sono professionisti che di fronte all'emergenza, seppure con mezzi tecnologici non sempre adeguati e una sommaria formazione sulla didattica a distanza, hanno messo in campo le proprie risorse e le proprie competenze per garantire agli studenti la formazione migliore possibile date le circostanze, con l'obiettivo di non lasciare nessuno indietro. L'emergenza ha tuttavia riportato l'attenzione e la riflessione su alcune questioni da ripensare, una tra tutte la valutazione. E' evidente che con la DAD la valutazione, soprattutto alle scuole superiori, non può che vertere sulle competenze acquisite dai discenti piuttosto che sull'apprendimento basato sulle mere conoscenze. Riguardo al futuro? Tutto nebuloso e incerto, ma che si debba tornare in classe, facendo tesoro dell'esperienza degli ultimi mesi, è cosa certa".

Il questionario è stato veicolato attraverso un link diffuso spontaneamente tra insegnanti. Essendo le risposte indotte da processi autoselettivi, l’indagine non può essere considerata rappresentativa dal punto di vista strettamente statistico; tuttavia i risultati, considerando l’alto numero dei rispondenti, misurano certamente delle tendenze, fornendo importanti indicazioni.

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