Precisazioni
di Nicola Belcari - Giovedì 25 Giugno 2026 ore 08:00

…ismo
Col nome di un imprenditore divenuto Presidente del Consiglio si è coniato un neologismo, l’ismo di un fenomeno, poi si è andati oltre con troppa facilità attribuendo alla personalità dell’uomo una mutazione “epocale” nei gusti e nei comportamenti di larghe masse. Non è così. È una “grandezza” nel “male”, ove si sia critici e si consideri il cambiamento un peggioramento del costume e del modo di essere, che non si può attribuire a qualcuno, né a lui, né ad altri. Egli non fu il fautore di una degenerazione culturale semmai né fu interprete e sostenitore (forse anche inconsapevole). Come i mecenati non hanno fatto la storia dell’arte così egli finanziò e produsse programmi ideati da altri e promossi da sondaggi e premiati dagli ascolti. Non ha determinato uno spirito del tempo, è stato figlio di quello spirito. Era un aggiornamento forse inevitabile già annunciato da mode e un’“aria” che giungevano dagli USA.
Si vive di cazz…
Ogni anno si rinnova lo stanco rito di un esame del tutto inutile per come è concepito (tra l’altro è bastato che alcuni studenti non si siano presentati all’orale per dover correre ai ripari). Un esame dal nome altalenante: prima -maturità- poi -Esame di Stato- poi di nuovo -maturità- (che popò di riforme!).
Un esame che mischia sublimi prose di grandi autori ad altre incolore di giornalisti. Un modo come un altro per confondere le menti dei maturandi.
Maltrattare la servitù
È un padrone cafone quello che maltratta la servitù.
Il vero signore si fa amare e nella sua posizione di dominio ha discrete possibilità di riuscirci. Generosità e gentilezza sono armi infallibili per farsi servire con cura e quasi affetto.
Che bisogno aveva l’imperatore di ricordare la condizione di sottomissione allo Stato satellite quando poteva ottenere o pretendere ciò che voleva lusingando la “colonia” col titolo di “alleata”?
Nicola Belcari



