Ritornare indietro di vent’anni
di Federica Giusti - Venerdì 17 Aprile 2026 ore 08:00

Faccio spoiler subito: questo articolo stavolta non è rivolto a tutti i lettori, ma solo a quelli dai 35 anni in su! E no, non è una forma di pregiudizio verso i più giovani, solo che è un invito a riavvolgere il nastro delle nostre vite di 20 anni, ecco perché minimo possiamo permetterci dei trentacinquenni!
Ma perché mi sono incaponita su questo?
Qualche giorno fa, un gruppo che ho adorato quando ero adolescente e adoro ancora adesso, ha fatto una reunion. Sto parlando dei Bluvertigo. Purtroppo non sono potuta andare al concerto ma spero di recuperare a Luglio a Firenze, ma non ho resistito dal riascoltare tutti gli album, un viaggio in macchina dopo l’altro. E mi è successa una cosa strana. Ovviamente conosco ogni brano a memoria e li ho ascoltati infinite volte, ma, a distanza di venti anni, ho colto sfumature diverse, mi si sono attivate riflessioni differenti attorno ai testi noti ma non così tanto evidentemente. E mi sono rimessa a pensare ai miei vent’anni. Alle aspettative, ai desideri, alle speranze, alle paure. A ciò che ero e a ciò che sono diventata.
Ed era un confronto pacifico. Nessuna delusione rispetto a ciò che ho fatto nel mentre, nessuna guerra interiore, solo senso di continuità.
Quando proviamo a “tornare indietro”, non stiamo riavvolgendo un film. Stiamo ricostruendo una storia. Ogni dettaglio che riemerge—un odore, una luce, una parola detta a metà—è meno una fotografia e più una narrazione che il cervello aggiorna continuamente. È come se il passato fosse scritto a matita.
Eppure, quella versione imperfetta ha un valore enorme. Perché è coerente con chi siamo adesso.
Ed ecco che oggi più che parlare di qualcosa, vi invito a mettervi in gioco e a provare a fare un piccolo esperimento.
Pensate a dove eravate venti anni fa. Concentratevi sui colori, suoi suoni, sulle persone che erano attorno a voi.concentratevi su voi stessi. Cosa vedete? Come vi percepite oggi? Sentite un senso di continuità oppure no?
Ascoltate le sensazioni, ritagliatevi quell’attimo di introspezione tutto per voi. E perché no, se volte, provate a scrivere una lettera indirizzata proprio al vostro Io venti anni fa. Io lo faccio di sicuro!
Perchè forse “tornare indietro con la memoria” non significa recuperare il passato. Significa negoziare con esso. E ogni volta, senza accorgercene, cambiamo leggermente anche il presente
Federica Giusti



