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fanNOScuola lunedì 10 maggio 2021 ore 18:05

Brexit, intervista ad una studentessa inglese

Illustrazione - Silvia Monno 4A

L'uscita dall'Europa ha cambiato la vita dei giovani in Inghilterra? Ne parliamo su QUInos con una studentessa di musica in un conservatorio inglese



LONDRA — Megan studia pianoforte in un conservatorio inglese, a lei abbiamo chiesto di raccontarci quello che i giovani inglesi pensano della Brexit. Le sue risposte saranno pubblicate in più articoli, nella versione originale seguita dalla traduzione in italiano.

Saremmo liete se i lettori volessero scriverci il loro commento a: quinos@quinews.net.

Did you expect the results of the referendum?

Actually no, we expected Brexit to fail. Our Prime Minister at the time, David Cameron, was confident that he was going to win (he rooted for remain), but then he lost and he resigned literally weeks afterwards - it still feels so insulting. The result was awful and it has cost us so much and will continue to cost us even more both in economical and social contexts. I woke up the morning of June the 24th, which was the morning after the referendum, and I talked to my dad before checking the headlines. I thought he was joking when he said we had voted to leave, and then I checked the statistics and the difference was like of 1.7%. It was honestly painful to look at. Even 15 years old me was insulted by the results of the referendum, although I didn’t know anything about politics yet. Everyone was talking about it, the whole city of London was on fire (not actual fire, you know what I mean). Moreover, I’m a child of two immigrants: my father is Portuguese and he grew up outside the UK just like my mother, who is is still a Danish citizen, in fact there were some awkward moments after the referendum. We weren’t sure if that meant she would have to apply for a residence permit or something. Luckily she has applied for permanent residency and I think she has that by now. But this was quite shocking at first since both my parents have lived and payed takes in the UK for over half of their life.

Ti aspettavi il risultato del referendum del 2016?

In realtà no, ci aspettavamo che la Brexit fallisse. Il nostro Primo ministro al tempo, David Cameron, era certo che avrebbe vinto (lui era schierato per il “remain”), ma poi ha perso e ha rassegnato le sue dimissioni, letteralmente poche settimane dopo - ancora si percepisce come un’offesa. Il risultato è stato terribile, ci è costato così tanto e continuerà a costarci ancora di più, sia sul piano economico che su quello sociale. Mi sono svegliata la mattina del 24 giugno, la mattina successiva al referendum e ho parlato con mio padre prima di leggere i titoli di giornale. Pensavo che scherzasse quando mi ha detto che avevamo votato per lasciare l’Unione Europea, poi ho controllato le statistiche e ho visto che lo scarto era più o meno dell’1.7%. E’ stato onestamente doloroso da leggere. Pur avendo 15 anni al tempo, mi sono sentita insultata dai risultati del referendum, anche se non sapevo ancora nulla della politica. Tutti ne stavano parlando, l’intera città di Londra era infuocata (non fisicamente incendiata, sapete cosa intendo). Oltretutto, io sono figlia di due immigrati: mio padre è portoghese ed è cresciuto fuori dal Regno Unito proprio come mia madre, che è ancora una cittadina danese e in effetti ci sono stati momenti di perplessità dopo il referendum. Non eravamo sicuri se Brexit significasse che mia madre avrebbe dovuto richiedere un permesso di soggiorno o qualcosa del genere. Fortunatamente ha fatto domanda per un permesso di residenza permanente e penso che l’abbia ottenuto per il momento. Ma, inizialmente, questo fatto mi ha lasciata abbastanza di stucco, visto che entrambi i miei genitori hanno vissuto e pagato le loro tasse nel Regno Unito per più di metà delle loro vite.

Francesca Oriti, Giulia Agresti, 4B

Illustrazione: Silvia Monno, 4A

IIS Alberti-Dante, Firenze

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