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fanNOScuola mercoledì 14 aprile 2021 ore 09:25

Brexit e i giovani, parla una studentessa inglese

L'uscita dall'Europa ha cambiato la vita dei giovani in Inghilterra? Ne parliamo su QUInos con una studentessa di musica in un conservatorio inglese



LONDRA — Megan studia pianoforte in un conservatorio inglese, a lei abbiamo chiesto di raccontarci quello che i giovani inglesi pensano della Brexit. Le sue risposte saranno pubblicate in più articoli, nella versione originale seguita dalla traduzione in italiano.

Saremmo liete se i lettori volessero scriverci il loro commento a: quinos@quinews.net.

Do you think that Brexit will affect your future career as a musician?

"Well, I am quite concerned about it and I fear negative implications since there have been some problems with touring musicians, who are not as free to travel and to perform in other countries as before Brexit, let alone having a Visa to be able to enter the European Union. Being able to collaborate with musicians from other countries might become more difficult, but generally speaking having connections with people in the European Union may be more tricky. Currently I am studying in the UK for my Bachelor, but I’m considering a year abroad in Copenhagen in Denmark for my Master’s degree - assuming I am able to pass the audition. You see, the thing is I’m a dual citizen of Denmark and UK as my mother is Danish, so I’m quite lucky compared to some of my friends who are “mono-citizen”. Even then I am a bit worried that they might see past my Danish nationality and think of it as some kind of way for me to bypass the normal procedure for UK students since I’d be applying as a domestic one. Technically I’m not doing anything illegal or wrong as it were, but I haven’t lived in Denmark before. As for my friends who have only British citizenship, my university is providing founding for Erasmus until 2023, but if foreign universities impose non European fees to us - the same kind of fees imposed on people coming from other continents, like USA or China - it might be a big put-off, even if actually in some European countries, like the Netherlands, it is less expensive for a non European student to study there than it is for a British student to study in their own country".

Pensi che la Brexit influenzerà la tua futura carriera da musicista?

"A dire il vero sono abbastanza preoccupata e temo delle conseguenze negative visto che ci sono state alcune difficoltà per i musicisti che fanno tour internazionali, i quali non sono liberi di viaggiare e di esibirsi come facevano prima della Brexit, figurarsi poi ottenere un visto per entrare nell’Unione Europea! Collaborare con colleghi provenienti da altri Paesi potrebbe diventare più difficile e in generale avere dei rapporti lavorativi con persone nell’Unione Europea sarà probabilmente più complicato. In questo periodo sto studiando in Inghilterra per la mia laurea di primo livello, ma sto considerando un anno all’estero a Copenhagen, in Danimarca, per il mio Master - ammesso che sia ammessa. Vedete, io ho una doppia cittadinanza, danese e britannica, perché mia madre è originaria della Danimarca, quindi sono abbastanza fortunata in confronto agli amici che hanno una sola cittadinanza. Tuttavia sono un po’ preoccupata che trascurino la mia cittadinanza danese vedendola come un sotterfugio per evitare la procedura protocollare per gli studenti britannici, visto che mi iscriverei da studentessa interna. Tecnicamente non starei facendo nulla di illegale o sbagliato in sé, ma in effetti non ho mai vissuto in Danimarca, prima d’ora. Per i miei amici che sono solo cittadini britannici la mia università, sta mettendo a disposizione dei fondi per l’Erasmus, validi fino al 2021, ma se le università straniere esigessero tasse universitarie non agevolate, come quelle pagate dagli studenti europei - le stesse che vengono richieste a studenti provenienti da altri continenti, come dagli Stati Uniti d’America o dalla Cina - sarebbe un grande ostacolo; questo anche se in alcuni Paesi europei, come nei Paesi Bassi, per uno studente non europeo studiare è meno costoso di quanto non lo sia per uno studente britannico nel proprio Paese".

Francesca Oriti, Giulia Agresti

IV B Classico, IIS Alberti-Dante, Firenze

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