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NOSnews giovedì 01 luglio 2021 ore 16:51

Nelle scuole il corto contro il bullismo in rete

A Settembre nelle scuole superiori della Città metropolitana di Firenze per sensibilizzare giovani e famiglie al tema della violenza via internet



FIRENZE — Un corto per imparare a difendersi dal bullismo in rete e sui social con tre storie vere, raccontate dal giovanissimi e dall’attrice Gaia Nanni, è stato presentato in anteprima dal prefetto di Firenze, nel quadro delle attività del “Tavolo di coordinamento per le strategie di intervento e prevenzione sul tema dell’abuso e la violenza all’infanzia e all’adolescenza”. Sarà distribuito ed utilizzato a Settembre nelle scuole superiori della Città metropolitana di Firenze.

Il prefetto di Firenze, Alessandra Guidi ha spiegato “Uno strumento di informazione e di educazione che segue, grazie anche all’apporto attivo della componente studentesca che partecipa al tavolo, un registro comunicativo efficace che potrà essere un valido supporto al percorso didattico pensato con la dirigenza scolastica per sensibilizzare giovani e famiglie al tema della violenza via internet e sull’ uso ed abuso dei social”.

“Vogliamo far capire alle ragazze e ai ragazzi che, al di fuori di quel tablet o computer, c’è qualcuno di reale che può offrire loro aiuto - ha detto l’assessore alla legalità della Toscana, Stefano Ciuoffo - hanno sempre meno occasioni di contatto diretto e di confronto con il mondo esterno e con le famiglie, con la scuola, con le istituzioni ma anche fra loro, in maniera libera e aperta, nelle piazze reali. I ragazzi, complici negli ultimi due anni la pandemia, hanno vissuto per troppo tempo nelle piazze virtuali, dove mancano quei filtri che la piazza reale offre. La rete offre molte opportunità, ma si percepisce un affaticamento che nasconde molte criticità”.

Del tavolo costituito in prefettura fanno parte l’Arcidiocesi fiorentina, la magistratura (anche minorile), le forze dell’ordine, la Garante regionale per l’infanzia e l’adolescenza, l’Università degli studi e il Comune di Firenze, l’Ufficio scolastico territoriale, l’azienda Asl, l’ospedale Meyer, l’Istituto degli Innocenti, l’Ordine dei medici, il Presidente di Telefono Azzurro e i rappresentanti del Parlamento regionale e della Consulta provinciale degli studenti.

Il corto, firmato da Tobia Pescia, è stato realizzato da Fondazione Sistema Toscana, fondazione della Regione, in collaborazione con l’assessorato alle politiche per la sicurezza e la legalità e la Fondazione Teatro della Toscana. 

Il titolo del cortometraggio può sembrare uno scioglilingua: “Sextinggroomingcyberbulling”. In realtà è la fusione di tre parole, tre neologismi degli ultimi anni, forse non troppo noti ai non addetti ai lavori e che configurano altrettanti pericoli e reati della Rete: dall’invio col telefonino di video e immagini a sfondo sessuale (‘sexting’ per l’appunto) all’adescamento di minori (‘grooming’) ad episodi di vera e propria sopraffazione a scapito dei più deboli (‘cyberbulling’). Pericoli e reati diversi ma con un tratto in comune: l’utilizzo di internet in modo scorretto, a svantaggio dei minori che fruiscono di internet e dei social, per vendetta o per discriminare chi viene considerato ‘diverso’ e più fragile. Una vera piaga sociale, che l’uso crescente della Rete durante la pandemia, anche per il mantenimento delle relazioni sociali venute meno, è andata aggravandosi.

Non è la prima volta che nelle scuole si realizzano iniziative sui pericoli connessi all’uso di internet. Indagini hanno però rilevato che, nonostante l’attività già fatta in passato, la maggior parte degli studenti toscani ha una conoscenza molto sommaria del problema, non ha figure di riferimento cui potersi rivolgere all’interno della scuola e non conosce neppure piattaforme online o applicazioni digitali attraverso le quali poter entrare in contatto con esperti in grado di aiutare le vittime di abusi. Tra queste c’è il numero di Emergenza infanzia 114, sempre attivo e multilingue, raggiungibile anche in chat (www.114.it) oppure su whatsapp (al 348.7987845). Ma i giovani invece, emerge sempre dalla indagini, percepiscono le forze dell’ordine e le stesse strutture mediche spesso molto lontane. Il cortometraggio cercherà di colmare questo vuoto.

“Si tratta di un documentario - ha concluso Iacopo di Passio, presidente di Fondazione Sistema Toscana - destinato in primo luogo ai frequentatori della Rete, che sono anzitutto i giovani, per evitare che caschino nelle trappole che nasconde ma soprattutto perché sappiano come fare poi ad uscirne e a chi rivolgersi”.

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