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NOSnews martedì 16 giugno 2020 ore 16:55

Giovane fiorentina ingegnere a servizio del tram

Flavia Gaudio

​Flavia Gaudio racconta a QUInos il percorso di studio che l'ha portata a collaborare con il vettore che si occupa del trasporto pubblico su ferro



FIRENZE — Tra i tecnici del trasporto pubblico su ferro a servizio della città di Firenze c'è anche Flavia Gaudio, 32 anni, ingegnere in Gest dal 2019.

Qual è stato il tuo percorso di studi?

"Ho frequentato il Russell Newton, l'Istituto Statale di Istruzione Superiore di Scandicci e poi l'Università degli Studi di Firenze nella facoltà di Ingegneria a Santa Marta dove ho conseguito la laurea triennale in elettronica e successivamente la specializzazione in ingegneria biomedica"

L'interesse per le materie scientifiche nasce da lontano?

"Mi è sempre piaciuta la scienza. Ho, fin da piccola, preferito i numeri alle materie umanistiche. Mi affascinava l'idea di poter mettere la tecnologia al servizio delle persone e questo ha guidato le mie scelte con l'obiettivo di sviluppare applicazioni che potessero migliorare la qualità della vita".

Come è andata la ricerca del primo impiego?

"Finita l'Università ero ben consapevole di dovermi mettere in gioco. Ho iniziato cercando un lavoro in ambito medicale ma ho fin da subito allargato lo sguardo non precludendomi altri settori ed opportunità. Così è arrivata l'occasione di poter fare la consulente di una multinazionale nel settore dei trasporti. Ho vissuto la scelta come un punto di partenza, in una grande azienda ben strutturata, sia per crescere che per fare esperienza e nonostante fossi solo una consulente ho potuto lavorare a stretto contatto con il cuore del sistema apprendendo tante nozioni che mi servono ancora oggi".

E poi?

"Dopo sei anni è arrivata l'opportunità di collaborare con Gest ed ho pensato di poter mettere l'esperienza maturata nei trasporti a disposizione del sistema tramviario fiorentino, al fine di renderlo più sicuro ed efficace. Oggi sono nell'ufficio gestione dei materiali rotabili, mi occupo, assieme ai miei colleghi, degli aspetti manutentivi e di tutto ciò che serve per rendere i mezzi efficienti per poter viaggiare in sicurezza"

Meglio lo studio o il lavoro pratico?

"Lavorare sul campo è fantastico, vero è che la teoria serve altrimenti non sapresti come intervenire. Nel precedente impiego facevo attività di laboratorio, ho partecipato a fasi di test per un sistema ferroviario del nord Europa ma avere il campo di lavoro a portata di mano è un'altra cosa. Adesso ho l'opportunità di avere un contatto diretto con il sistema ed è un aspetto che all'Università forse non riusciamo a cogliere perché l'attività si svolge tra studio teorico e laboratorio. Nella realtà un problema apparentemente logico può cambiare e rivelarsi più complesso, per questo avere un feedback immediato aiuta a capire subito quali sono i margini di errore e di miglioramento".

Avresti immaginato di lavorare nel settore dei trasporti?

"Sinceramente no, però ho scoperto che è ricco di tecnologia e di figure diverse, dai tecnici più specializzati che sono stati e sono miei maestri, fino alle figure manageriali che sono un punto di riferimento e maturano le conoscenze del settore stando a contatto con i tecnici"

Hai potuto misurarti con gli standard internazionali e adesso lavori in casa, come vivi questa fase di "ritorno"?

"L'esperienza all'estero serve per confrontarsi con il mondo, per avere uno scambio prezioso che equivale ad una Università dopo la laurea. Da lì poi ognuno decide del proprio bagaglio che può essere anche chiuso e rimesso in spalla ed essere usato per migliorarsi giocando in casa. Sono molto campanilista e pensare di lavorare per Firenze mi riempie di orgoglio, anche per questo ho colto con piacere l'opportunità di lavoro di Gest che, ironia della sorte, si trova a pochi passi dalla Russell Newton di Scandicci".

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