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terraNOStra Domenica 23 Aprile 2017 ore 00:19

Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia

L'INGV e la Protezione Civile



PISA — L’Italia è periodicamente teatro di eventi geologici a volte disastrosi che portano distruzione e morte. Tra i soggetti più accreditati per lo studio di questi fenomeni c’è sicuramente l’INGV: Istituto Nazionale Geofisica e Vulcanologia. Per conoscere l’attività dell’Istituto abbiamo intervistato la ricercatrice Dott.ssa Spina Cianetti. L’INGV è un ente pubblico di ricerca, controllato dal MIUR, il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca che si occupa di tutto ciò che riguarda la Terra e in particolare: terremoti, vulcani e ambiente; di ciò che succede all’interno della Terra come i fenomeni vulcanici, fino agli eventi in alta atmosfera, comprese le interazioni tra Terra e Sole. L’INGV è il centro di riferimento della Protezione Civile per la sorveglianza sismica e vulcanica del territorio italiano e, presto, lo sarà anche per l’allerta tsunami. L’istituto ha sedi su tutto il territorio nazionale: la sede principale è a Roma dove si trova la sala di monitoraggio sismico. 

Le ricerche condotte nelle varie Sezioni riflettono la storia locale: l’osservatorio Vesuviano e quello Etneo utilizzano i vulcani dell’area come una sorta di grande laboratorio naturale sui meccanismi eruttivi e sulle deformazioni in ambiente vulcanico; la Sezione di Milano è sempre stata attiva sul fronte della Pericolosità sismica; a Bologna prevalgono studi di sismologia storica e di cambiamenti climatici; a Pisa oltre ai ricercatori che si occupano di modelli dei processi vulcanici abbiamo i petrografi e i sismologi. Presso le sedi romane l’importante attività di ricerca sismologica è affiancata da studi di fenomeni marini, oceanografici, atmosferici e spaziali, importanti per comprendere come si muove l’Italia e quale relazione ci sia tra la sismicità del nostro territorio e le deformazioni misurate. Per esempio lo studio delle immagini satellitari acquisite prima e dopo forti terremoti della sequenza sismica dell’Italia centrale ha permesso di individuare quali faglie si sono attivate, e stimare come e quanto si siano mosse.

E vediamo ora come funziona la Protezione Civile: è l’insieme di istituzioni, enti e corpi che sono chiamati a intervenire in caso di emergenza, a livello locale e nazionale per portare aiuto alle popolazioni colpite da gravi emergenze. Le attività di tutti i soggetti che intervengono sono coordinate dal Dipartimento di Protezione Civile, una struttura che dipende direttamente dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri. Il Dipartimento è supportato nel lavoro da esercito, Forze dell’ordine, Vigili del Fuoco, da tutte le associazioni di volontariato, dalle Prefetture, dai Sindaci e dalle Regioni. La prima autorità di protezione civile sul territorio è il Sindaco. Le emergenze di piccola scala vengono gestite a livello locale. Nelle emergenze di grandi dimensioni, come la sequenza sismica iniziata il 24/8/12016, interviene il Dipartimento che istituisce il DICOMAC (centro di comando e controllo), al cui interno sono rappresentati tutti i soggetti che hanno un ruolo nella gestione dell’emergenza. Il DICOMAC opera h24 con riunioni in cui si discute di tutto e si decide come intervenire. L’emergenza cambia nel corso dei giorni: inizialmente la priorità è soccorrere e scavare nelle macerie per mettere in salvo i feriti; successivamente si comincia a discutere sulla distribuzione degli aiuti (medicinali, quante tende mettere, quante razioni di cibo preparare e come distribuire le coperte e altri materiali mandati da tutta Italia); nella terza fase gli sforzi sono concentrati sui sopralluoghi per determinare l’agibilità degli edifici e capire quali zone siano sicure e agibili per essere rioccupate e provvedere a organizzare l’accoglienza di coloro che invece non hanno più nulla. Noi dell’INGV, conclude la dottoressa Cianetti, insieme agli altri centri di competenza (EUCENTRE, ReLuis, CNR, Ispra), siamo chiamati a dare il nostro contributo dando informazioni aggiornate sull’andamento della sequenza e sui sopralluoghi effettuati dai nostri ricercatori sul territorio. 

L’intervista non finisce qui e in un prossimo articolo ci soffermeremo sulle attività scientifiche della nostra informatrice. 

Elisa Gini, RacheleTaddei

4AA XXV Aprile-Liceo Scientifico, Pontedera


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