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NOScorner lunedì 06 febbraio 2017 ore 11:10

​Kant e internet

Uno stop allo stato di minorità della post-truth.



PONTEDERA — Viviamo davvero in un’epoca in cui la verità non ha più un peso in ambito politico? Viviamo davvero nel mondo della post-truth, della post-verità? È difficile dare una risposta assoluta, è difficile affermare se abbiamo rinunciato alla verità per iniziare ad affidarci esclusivamente alle emozioni e alle credenze personali, perdendo troppo spesso il nostro senso critico.Definendo l’Illuminismo Kant sostiene che questo è la liberazione dallo stato di minorità derivato dall’incapacità di usare la propria razionalità e senso critico. Per Kant gli uomini si abbandonano allo stato di minorità per due motivi: uno psicologico, la pigrizia, e uno politico. Chi ha il potere, dice, ha interesse nel mantenere questa condizione nell’uomo, che funziona come una sorta di guinzaglio per la ragione. Secondo Kant la ragione è l’unico criterio di selezione nell’esposizione delle idee e la soluzione a questo stato di minorità è offerta proprio dall’Illuminismo, quando questo assicuri uno spazio pubblico alla diffusione delle idee, spazio che il filosofo chiama “uso pubblico della ragione”. E veniamo a oggi. Secondo uno studio condotto dalla Stanford University, riportato dal Sole24 ore, l’80% degli studenti di scuola media non distingue, su un sito internet, tra una pubblicità segnalata come tale e una notizia vera o falsa e lo stesso accade, anche se in percentuale leggermente inferiore, per gli studenti delle scuole superiori. Come ogni strumento potente, anche Internet va usato con cautela e intelligenza, la rete è “democratica” e questo fa sì che chiunque possa pubblicare ciò che vuole e chiunque possa leggerlo. Spesso le notizie riportate su Internet contengono una grande quantità di falsità o di parziali verità e non è assolutamente facile distinguerle. Succede sia con notizie futili, le cosiddette “bufale”, che riportano falsi decessi di attori o cantanti, ma vale anche per importanti notizie di politica. Rischiamo tutti di lasciarci trascinare dalle emozioni o dai social che ci consigliano di votare qualcuno o qualcun altro o di mettere una croce su un sì o su un no. La scelta tra menzogna e verità, specialmente in un contesto politico, resta comunque a noi. Bisognerà liberarsi dallo stato di minorità e formarci un’opinione che sia fondata su dati razionali e reali.

Giulia Rubiconto

4A - XXV Aprile - Liceo Classico - Pontedera

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