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hanNOScritto lunedì 24 aprile 2017 ore 09:14

Annibale

Il viaggio-scoperta di Paolo Rumiz a ritroso nella storia di Annibale Barca l’Africano.



TRIESTE — “Annibale” è il semplice titolo del volume edito da Feltrinelli e scritto dal giornalista/viaggiatore Paolo Rumiz, scrittore e giornalista triestino, inviato speciale del «Piccolo» di Trieste ed editorialista de «La Repubblica». Rumiz ci descrive il viaggio eseguito sul labile confine del presente e della storia, del mito e del reale, catapultandoci in una dimensione che spazia nei millenni e nelle migliaia di chilometri che separano la Spagna dall’Armenia, inizio e fine del viaggio di Annibale prima e, sulle sue orme, dello stesso Rumiz. Lo scrittore percorre migliaia di miglia da Cartagine fino alle Alpi italiane e di lì, giù per tutto lo “stivale”, rifacendo lo stesso percorso del grande e misterioso Annibale Barca detto l’Africano. Dal Trebbia, al Trasimeno e a Canne, per finire poi sulle coste del mar Nero, dove terminò la grande avventura del condottiero. Il viaggio raccontato da Rumiz ci fa scoprire quanto sia labile il confine tra storia e presente, tra mito e realtà, tra fantasia e scienza storica. L’itinerario si snoda attraverso l’Europa e il Medio Oriente, facendoci riscoprire antiche vie di comunicazione ormai perse dal tempo e portandoci a ricordare i tempi in cui il Mar Mediterraneo non costituiva un elemento di divisione, ma era piuttosto il mezzo di comunicazione tra civiltà diverse con origini affini.

Il viaggio descritto da Rumiz ci fa scoprire anche l’incredibile insensibilità del presente nei confronti di un passato che non riesce a dimenticare. Rumiz ci narra di un viaggio umano divenuto leggenda, la storia della vita incredibile di un uomo leggendario che ha cambiato per sempre la storia e noi con essa. È un libro lento e riflessivo che però scorre velocemente, pagina dopo pagina, facendoci riscoprire una dimensione ormai perduta, quella del Mito. 

“Annibale” è ottimo da leggere se si è appassionati di storia e comunque molto istruttivo per tutti.

Giulio Altese

4A XXV Aprile - Liceo Classico, Pontedera

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