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Erasmus+, fare scuola attraversando l'Europa

Studenti e personale dei Licei Enriques e Cecioni protagonisti di un percorso europeo di crescita, confronto e cittadinanza attiva
LIVORNO — Nei primi giorni di Febbraio si è svolta l’ultima, in ordine di tempo, di una ricca serie di mobilità Erasmus+ che ha visto protagonisti gli studenti dei Licei Enriques e Cecioni.
Un gruppo di 19 ragazze e ragazzi ha trascorso dieci giorni a Nijmegen, nei Paesi Bassi, ospite di una scuola partner, vivendo un’esperienza di confronto e scambio resa ancora più significativa dalla presenza di studenti provenienti da Spagna e Turchia, in un autentico contesto multiculturale europeo.
La mobilità si inserisce all’interno di un percorso avviato nel 2023 dal Liceo Enriques, scuola capofila del consorzio Erasmus+ che coinvolge anche il Liceo Cecioni e l’Istituto Comprensivo Benci-Borsi. In questi anni, le numerose partenze di studenti, docenti e personale ATA verso Paesi come Svezia, Spagna, Irlanda, Grecia e Francia hanno contribuito a costruire una solida rete di relazioni internazionali, capace di andare ben oltre la durata dei singoli viaggi.
Le attività di mobilità sono state rese possibili grazie a un ingente finanziamento dell’Unione Europea, pari a circa 200mila euro, che ha consentito la partecipazione gratuita di studenti e personale, senza oneri economici per le famiglie. Un investimento significativo che testimonia il valore riconosciuto dall’Europa alla scuola come luogo di formazione, innovazione e cittadinanza attiva.
Determinante, in questo quadro, è stato anche l’impegno della segreteria amministrativa, chiamata a gestire una complessa macchina organizzativa: dai rapporti con i fornitori fino alle procedure di controllo della documentazione di rendicontazione e di rimborso.
Le esperienze Erasmus+ si sono rivelate occasioni preziose di scambio di buone pratiche, confronto tra sistemi scolastici differenti e riflessione condivisa su temi centrali per la scuola contemporanea, quali l’innovazione didattica e il benessere a scuola. Come sottol
inea la professoressa Alessandra Pacini, "l’esperienza di mobilità Erasmus ha rappresentato un importante percorso di crescita professionale, capace di coniugare l’aggiornamento tecnico-scientifico con una profonda riflessione sulle metodologie d’insegnamento".
La formazione su intelligenza artificiale, realtà virtuale e stampa 3D ha offerto spunti concreti per una didattica fondata sull’esperienza diretta, immediatamente trasferibili nella pratica quotidiana.
Accanto alla dimensione formativa, il confronto con altri modelli scolastici ha stimolato una riflessione critica sul sistema italiano. L’osservazione sul campo in Grecia, ad esempio, ha messo in luce differenze organizzative significative e ha evidenziato, come osserva ancora Pacini, quanto sia fondamentale "accogliere il progresso senza smarrire la solidità dei contenuti e l’attenzione alla dimensione umana".
Un impatto altrettanto rilevante è emerso dalle esperienze di job shadowing. La professoressa Sarah Galdino racconta come "affiancare docenti delle mie discipline in un contesto culturale diverso abbia arricchito enormemente la mia prospettiva", consentendo di osservare metodologie innovative, un uso consapevole degli strumenti digitali e un clima di classe fondato su dialogo, partecipazione ed empatia, facilmente adattabili alla didattica quotidiana.
Sul valore umano e professionale dell’esperienza insiste anche la prof.ssa Marta Becchi, che definisce Erasmus+ "un’occasione significativa per mettersi in discussione, ampliare lo sguardo sulla didattica e tornare al proprio lavoro con nuove idee, maggiore consapevolezza e rinnovato entusiasmo".
Per gli studenti, Erasmus+ rappresenta un vero e proprio percorso di crescita personale. Vivere in un altro Paese, confrontarsi con culture diverse e condividere la quotidianità con coetanei stranieri favorisce lo sviluppo di autonomia, spirito critico e competenze relazionali.
"È stata un’esperienza unica – racconta Agata Monteleone – capace non solo di far conoscere una nuova cultura, ma anche di creare legami profondi e autentici". Accanto alla dimensione relazionale emerge anche quella riflessiva: Arianna Panza sottolinea come l’esperienza l’abbia aiutata a "confermare la propria curiosità verso la conoscenza e a confrontarsi con la sensazione di straniamento che nasce dal trovarsi in un contesto nuovo".
L’ospitalità in famiglia, il dialogo con persone portatrici di esperienze di vita differenti e il confronto tra sistemi scolastici diversi diventano così occasioni preziose per ampliare il proprio sguardo sul mondo.
Un ulteriore valore aggiunto delle mobilità Erasmus+ riguarda la pratica della lingua. Gli studenti vivono una reale immersione linguistica, in cui la lingua straniera diventa strumento quotidiano di comunicazione, relazione e collaborazione, favorendo un apprendimento naturale e spontaneo e rafforzando la sicurezza comunicativa.
Anche per i docenti, l’uso della lingua in contesti professionali internazionali rappresenta un’importante occasione di crescita.
"Questa esperienza rende visibile il lavoro svolto dai Dipartimenti di Lingue degli istituti – commenta la coordinatrice del Programma Erasmus+ del Liceo Enriques, professoressa Leila Milani– da sempre orientati a promuovere la lingua come ponte tra culture e strumento fondamentale di cittadinanza europea".
A conclusione, il dirigente del Liceo Enriques, professor Ersilio Castorina, sottolinea come "le mobilità europee rappresentino per le nostre scuole molto più di un’occasione di viaggio: sono parte integrante di una visione educativa che mette al centro apertura, dialogo e formazione di cittadini consapevoli. Studenti, docenti e personale rientrano da queste esperienze con competenze rafforzate, uno sguardo più ampio sul mondo e una rinnovata capacità di leggere la complessità del presente. Un ringraziamento particolare – aggiunge il dirigente – va alle famiglie che hanno accolto nelle proprie case gli studenti stranieri, rendendo possibile un autentico scambio culturale e umano: la loro disponibilità ha trasformato l’ospitalità in un concreto gesto di cittadinanza europea".
È anche grazie a questa collaborazione tra scuola e famiglie che Erasmus+ si conferma un motore di crescita condivisa, capace di coniugare radicamento nel territorio e apertura internazionale, preparando le nuove generazioni ad affrontare il futuro con responsabilità, curiosità e spirito critico.
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