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fattiNOStri martedì 13 aprile 2021 ore 09:01

Sicurezza a scuola e a lavoro, parola agli esperti

Con una intervista ai referenti dell’Istituto Italiano per la Sicurezza gli studenti affrontano il tema della salute a scuola e sui luoghi di lavoro



PISA — In vista della “Giornata della Sicurezza e della Salute sul Lavoro”, in programma il 28 Aprile, intervistiamo i responsabili dell’Istituto Italiano per la Sicurezza.

Che cosa dobbiamo intendere con “sicurezza”?

"Sicurezza è una parola che deriva dal latino sine-cura = senza preoccupazione. Sicurezza rappresenta la capacità di rimanere incolumi, quindi acquisire quel livello di consapevolezza che ci permetta di identificare i pericoli e minimizzare l'esposizione al rischio, nell’ambiente domestico, nella strada, nel lavoro, nella scuola, fino alla sicurezza informatica. Da ricordare che quando avviene un incidente grave o gravissimo, le dirette conseguenze, oltre che sugli individui coinvolti e sul loro ambiente di lavoro o di studio, si ripercuotono anche sulle famiglie".

Come opera il vostro istituto?

"La mission di IIS è quella di contribuire a sviluppare la Cultura della Sicurezza e la Consapevolezza del Rischio a partire dalle nuove generazioni. Per raggiungere i nostri obiettivi abbiamo ideato la Peer Safety Education (PSE®), ovvero la metodologia della "Peer Education" applicata alla Sicurezza finalizzata a sensibilizzare i giovani sulle tematiche della salute, sicurezza ed ambiente e sostenibilità, valorizzando in loro la capacità di farsi educatori dei loro coetanei".

Il vostro istituto riesce a incidere per aumentare la consapevolezza delle persone nei confronti della sicurezza?

"Nell’ultimo quinquennio sono stati oltre 20.000 i giovani coinvolti con successo nei progetti PSE®. Gli studenti vengono stimolati a veicolare i concetti acquisiti sia verso i più giovani, sia verso gli adulti, nel proprio ambiente familiare, di studio e di lavoro proseguendo in diversi contesti ed eventi, grazie alla rete costruita da IIS che include aziende partner, istituzioni e centri di ricerca".

Ci sono ambienti in cui ritenete che sia più importante ricordare l’importanza della sicurezza?

"Il nostro focus è volutamente multidirezionale, perché ogni anno in Italia si registrano oltre 3.000 morti sulle strade e circa 1.200 sul lavoro; le statistiche parlano di circa 8.000 nell’ambiente domestico, ovvero nella nostra casa, l’ambiente che per ognuno di noi rappresenta il luogo sicuro per eccellenza".

Quali sono i concetti fondamentali da tenere presente per essere in sicurezza in un ambiente di lavoro?

Leadership, Formazione e Prevenzione. La Sicurezza è un gioco di squadra e perciò, in un ambito di lavoro o di vita, tutti hanno il dovere e la responsabilità di osservare e garantire un ambiente sano e sicuro, operando come un Safety Tutor, quando si riscontrino comportamenti non sicuri. Per questo si parla di “cultura dell’interdipendenza”.

Come vengono comunicate le normative per la sicurezza ai lavoratori?

La qualità della formazione e della comunicazione è forse uno dei maggiori problemi, perché anche quando i corsi di formazione vengono svolti e i lavoratori seguono in maniera passiva chi enuncia una lista di norme e regole, il corso risulta spesso noioso e dunque non efficace ai fini della sicurezza, riducendosi ad un obbligo ottemperato.

L’ambiente scolastico presenta delle criticità da un punto di vista della sicurezza?

"Ogni ambiente può presentare delle criticità e la scuola non ne è esente. La fatiscenza della struttura e degli impianti, la mancanza di manutenzione e di controlli periodici, l’inadeguatezza di arredi, attrezzature e macchine causa un aumento delle criticità per cui gestire a sicurezza diventa più complesso".

In una scuola quali sono le categorie più a rischio? Studenti, docenti o ATA? Ci può fare degli esempi?

"Ogni categoria deve raggiungere una piena consapevolezza dei rischi che si possono presentare durante lo svolgimento del proprio lavoro".

Secondo voi ci sono interventi necessari per migliorare la sicurezza strutturale di alcune strutture scolastiche?

Strutture fatiscenti e scarsa manutenzione nelle vecchie strutture possono rendere le scuole dei luoghi insicuri. Le nuove scuole dovranno essere progettate con attenzione agli elementi che garantiscano la sicurezza degli utenti.

La Giornata Nazionale della Sicurezza nelle Scuole è stata istituita per ricordare un drammatico incidente del 2008, quando nel liceo “Darwin” di Rivoli uno studente perse la vita a causa del crollo di un controsoffitto.

Abbiamo saputo che il vostro messaggio sulla sicurezza agli studenti di varie età segue un metodo “peer to peer”. Ce ne può parlare?

Attraverso la Peer Safety Education (PSE®) puntiamo a sensibilizzare i giovani sulle tematiche della salute, sicurezza e sostenibilità. Il percorso di formazione coinvolge studenti delle scuole superiori che, a loro volta, saranno i tutor degli studenti degli istituti comprensivi. Saranno messi a fuoco i rischi nella vita quotidiana a casa, per strada, in vacanza e, in prospettiva, quelli legati all’ambiente di lavoro e alla sostenibilità. Alla fine del percorso i partecipanti ricevono l’attestato di Safety Tutor".

In questo periodo di pandemia pensate che sia più facile o più difficile lavorare in sicurezza?

"Con la pandemia si sono aggiunte nuove attenzioni da seguire, legate all’igiene, alla distanza fra le postazioni di lavoro, aggiornando i protocolli di sicurezza e i dispositivi di protezione. Dove la distanza non può essere garantita si è ricorso allo smartworking. Questa modalità di lavoro “a casa” ha comportato nuove indicazioni sulla sicurezza e ci condurrà al futuro “new normal” in cui applicheremo le conoscenze dettate dalla nuova situazione".

Gli incidenti sul lavoro sono aumentati, sono diminuiti o sono rimasti invariati negli ultimi 10 anni?

"Le denunce registrate dall’INAIL sono in media 640.000/anno. Limitandoci sugli incidenti mortali si deve considerare la somma degli incidenti avvenuti “in occasione di lavoro” e di quelli “in itinere”, ovvero nel percorso casa-lavoro. Nel 2020 ci sono stati ben 214 morti, a causa di incidenti in itinere".

In futuro pensate che possa essere possibile aumentare notevolmente la sicurezza sul lavoro?

"Lo sviluppo tecnologico e dei sistemi di gestione della sicurezza, abbinati a nuove tecniche di formazione, contribuiranno a migliorare la sicurezza con l’obbiettivo di raggiungere il tanto decantato obiettivo di ZERO vittime sul lavoro. Resta il fatto che il fattore umano ha la responsabilità dell’80% degli incidenti".

I rischi potrebbero essere ridotti al minimo con norme di sicurezza più innovative?

"Dovremo cercare di sviluppare il concetto di sicurezza partecipata mettendo sempre più al centro l’individuo e la salvaguardia della sua incolumità".

Avete altre indicazioni per ridurre al minimo i rischi in ambiente di lavoro?

"Continuare a investire sulle nuove generazioni educandole alla conoscenza dei rischi e alla divulgazione della prevenzione fra i colleghi di studio per poi poterlo fare, da adulti, con i colleghi di lavoro".


Christian Cadeddu, 

redazione di quinos.it del Liceo Carducci di Pisa 

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