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diNOSauri mercoledì 21 aprile 2021 ore 09:30

De Chirico raccontato da Maurizia Tazartes

Intervista alla storica dell’arte Maurizia Tazartes sulla mostra "De Chirico e la Metafisica" a Palazzo Blu fino al 9 Maggio ma chiusa per Covid



PISA — Al Palazzo Blu di Pisa la mostra intitolata “De Chirico e la Metafisica” è programmata fino al 9 Maggio anche se al momento è chiusa per Covid.

La mostra porta a ripercorrere tutta l’attività di De Chirico presentando un nutrito gruppo di opere che provengono dalla Fondazione Giorgio e Isa De Chirico e dalla Galleria Nazionale di Roma, cui le aveva donate nel 1987 la moglie dell’artista, Isabella. 

Ne parliamo con la storica dell’arte Maurizia Tazartes. 

Che cos’è, in arte, la Metafisica?

"La Metafisica è quel movimento artistico creato da De Chirico, teso a sottolineare l'enigmaticità dell’esistenza. Si può dire che nasca con lui un pomeriggio d’autunno del 1910 in piazza Santa Croce a Firenze. Il pittore 22enne guarda la piazza come se la vedesse per la prima volta, come dice lui stesso. Gli appare come una “rivelazione”, che esprime, nella tela l’enigma di un pomeriggio d’autunno. 

Che cosa è rappresentato nella tela?

"Nella tela vediamo una piazza silenziosa, solitaria, irreale, con una statua e la chiesa. Si tratta del primo dipinto metafisico di De Chirico, che verrà esposto al Salon d’Automne a Parigi nel 1912. Ne seguiranno molte altre, lungo tutta la sua esistenza, che ritrarranno le piazze di tante città italiane e straniere. Piazze sorprendenti, malinconiche, essenziali, tutte bellissime, che creeranno un nuovo modo di vedere le città. 

Ho sentito parlare di enigma a proposito dell’artista. Si limiterà alla sua visione delle piazze o si estenderà ad altri temi della sua pittura? 

Questo effetto di rivelazioni impreviste e improvvise sarà presente in tutta la pittura di De Chirico, in tutte le sue tematiche. In particolare negli autoritratti. Ne ha dipinti moltissimi. Tra i più interessanti e significativi c’è l’autoritratto “Et quid amabo nisi quod aenigma est” del 1911, che rappresenta bene la sua poetica. A Pisa è esposto un bel gruppo di autoritratti, molti in maschera o in costume o accompagnati da sculture classiche.

Come mai il pittore ama travestirsi nei suoi ritratti? In abiti seicenteschi con grandi cappelli piumati.

"Si può rispondere solo ipoteticamente: o perché attraverso l’autoritratto l’artista analizza se stesso più profondamente, oppure perché è un modo per identificare se stesso con la pittura o anche viceversa. Considera che la maschera nasconde il vero volto, così come la pittura nasconde la realtà: entrambi sono dunque irreali". 

Ma prima del periodo Metafisico come dipingeva De Chirico?

"L’artista era nato in Grecia, a Volos, nel 1888 e si può dire che crebbe respirando il mito Greco dell’antichità classica. Esordì nella pittura nel 1909 a Monaco di Baviera, dove madre e fratello si erano trasferiti. Nei primi dipinti ancora acerbi (Lotta di Centauri; Centauro Morente; La partenza degli Argonauti) emergono i miti antichi trattati con uno stile che può dirsi simbolista".

La sua pittura è stata sempre apprezzata? 

"De Chirico, che oggi è considerato uno dei grandi maestri della pittura moderna, ha avuto sin dall’inizio detrattori ed estimatori. Tra i primi a criticarlo è stato il grande storico Roberto Longhi che in un articolo del 22 febbraio 1919 stroncava la sua pittura definendo i suoi manichini opere “d’accademia o di sartoria” trovate nelle vetrine “degli ortopedici”. Gli rivolsero critiche anche i surrealisti, poi ancora Picasso, che l’aveva definito “il pittore delle stazioni”, pensando ai dipinti del 1913 ispirati alla stazione parigina di Montparnasse". 

E gli estimatori?

"Molti degli stessi che lo avevano criticato diventarono col tempo suoi sostenitori. Ma ci furono anche altri intellettuali che, sin dall’inizio, approvarono la sua pittura. Nel 1913 il poeta Guillaume Apollinaire ne sottolineava “l’originalità”. Nel 1940 il surrealista Breton riconosceva che molta parte della “modernità” era nata proprio da lui. E quest’aspetto gli fu riconosciuto anche da Soffici nel 1914".

E oggi?

"Oggi si ammette che molti movimenti del ’900, dal Dadaismo al Surrealismo, dal Realismo così detto “magico” sino alla Pop art, alla Transavanguardia e oltre, tutti si può dire che siano stati influenzati da De Chirico. In più oggi si stanno scoprendo nuove informazioni, come per esempio l’intensa attività inglese del pittore che sino a qualche anno fa era sconosciuta. A dimostrazione del grande interesse che si è risvegliato in Italia per questo artista, solo tra il 2019 e il 2021 sono state realizzate su De Chirico ben quattro mostre, a Genova, Torino, Milano e ora a Pisa".

La ringrazio dottoressa Tazartes, anche a nome della redazione di quinos, per la sua disponibilità. A presto. 

Arianna Filidei, 4E 

Liceo Carducci, Pisa

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