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fattiNOStri giovedì 07 maggio 2020 ore 11:58

Covid, studenti a scuola di Sicurezza sul lavoro

Nella Giornata Mondiale della Salute e della Sicurezza sul Lavoro gli studenti si sono confrontati con operatori e aziende come Saint Gobain e Sofidel



PISA — Il 28 Aprile 2020 si è celebrata la Giornata Mondiale della Salute e della Sicurezza sul Lavoro. Per questo noi, alunne-apprendiste giornaliste, abbiamo partecipato a una videoconferenza sul tema, organizzata dall'Istituto Italiano per la Sicurezza con l’adesione, per la comunicazione, di www.QUInos.it, giornale online di-e-per-studenti della Toscana e di ANPAL Servizi, Divisione Transizioni, rappresentata dalla dott.ssa Davni Giuseppina Palmisano, per assolvere al compito di assistenza al PCTO di giornalismo delle scuole partecipanti. 

Hanno preso parte alla videoconferenza sulla piattaforma “meet” di Google: studenti e insegnanti dell’ITIS-Fascetti di Pisa, del Liceo Marconi di S.Miniato (noi), del Liceo Michelangiolo e del Liceo Leonardo da Vinci di Firenze; il Dirigente Scolastico dell’ITIS-Fascetti Ing. Fortunato Nardelli e, in rappresentanza del MIUR, il prof. Roberto Curtolo referente regionale per il PCTO (già: ”alternanza scuola lavoro”) e la dott.ssa Teresa Madeo, Referente USR per la Sicurezza. Ospiti per così dire “d’onore” due grandi aziende, partner di IIS e aziende ospitanti di studenti PCTO, la Saint Gobain di Pisa e la Sofidel di Porcari, per riferire sulle misure adottate per la sicurezza dei loro lavoratori in questa situazione di emergenza Corona-Virus.

Per l’IIS hanno riferito, in apertura di conferenza, il Presidente, ing. Francesco Meduri e la VicePresidente ing. Anna Eisinberg che hanno esordito con una breve presentazione dell’Istituto, un’associazione NO Profit che ha come principale obbiettivo quello di accrescere negli studenti la Consapevolezza del Rischio e di diffondere la Cultura sulle pratiche sicure. Hanno poi indicato, non senza una punta di soddisfazione, i lusinghieri risultati raggiunti nei 4 anni di vita dell’associazione, con ben 17.000 studenti formati, sia delle scuole medie inferiori sia delle scuole superiori, dove l’attività è stata inquadrata come alternanza scuola lavoro. Per questo scopo l’istituto ha coinvolto le nuove generazioni con la Peer Safety Education®, una metodologia messa a punto dall’Istituto stesso per valorizzare la capacità dei giovani di farsi educatori dei loro coetanei sulle tematiche della salute e della sicurezza.

“Occorre far comprendere ai giovani - ha affermato Anna Eisinberg - il corretto equilibrio tra la quantità di rischi della realtà quotidiana e i comportamenti che permettono di continuare a svolgere le varie attività, riducendo l’area di pericolo nella quale si trovano ad agire. Per questo è necessario riconoscere il contesto e la situazione di rischio e adottare gli opportuni comportamenti sicuri”. “L'arrivo del coronavirus ci ha stimolato a ideare e sperimentare nuovi format, - ha infine dichiarato il Presidente Meduri - per poter continuare il dialogo con i giovani sul tema della prevenzione, trasformando gli ostacoli in opportunità”.

Dalla esposizione dei due rappresentanti dell’IIS è risultato chiaro, fra l’altro, che la sicurezza non è l’eliminazione del pericolo, quanto piuttosto la comprensione di come si possono mantenere gli obiettivi di vita in situazioni di rischio, com’è appunto quella attuale, che vede il dilagare del Covid-19, una malattia infettiva partita dalla Cina per poi diffondersi in tutto il mondo.

In questo tragico momento storico, ci hanno spiegato i referenti dell’IIS, ha assunto sempre più importanza la comunicazione, non solo quella tramite social media o telegiornali, ma anche quella fatta di numeri e di grafici che, quotidianamente, ci informano sull'andamento dei contagi. La malattia può colpire gli individui in maniera differente per cui ci sono molti casi di asintomatici, così come pure casi gravi che necessitano il ricovero ospedaliero.

Tendenzialmente le persone anziane sono state le più colpite. Ma come si trasmette questo virus? La causa principale di trasmissione è costituita dalla perdita di goccioline di saliva “sparate” da un colpo di tosse o da uno starnuto; le particelle più grandi tendono a cadere vicino, mentre le più piccole si diffondono nell'aria. È stato detto che la misura ideale per la distanza fra persone al fine di evitare il contagio è 183 cm. (cioè: 6 “piedi”). Purtroppo anche le mascherine non garantiscono una protezione totale poiché gli occhi restano scoperti e quindi soggetti al contagio. Finché non ci sarà un vaccino bisognerà adattarsi a una serie di nuove abitudini di vita e di socializzazione.

L’idea di trattare il tema Covid da prospettive diverse ha trovato consenso anche nell'Ufficio Scolastico Regionale della Toscana com’è stato sottolineato dai referenti: Roberto Curtolo e Teresa Madeo. Entrambi hanno apprezzato l’iniziativa del giorno e in generale per l’approccio fornito dall’IIS agli studenti nei confronti del tema della sicurezza e hanno rilevato la necessità di potenziare la cultura della sicurezza durante il periodo scolastico, in modo da permettere ai lavoratori di domani di possedere le conoscenze e la sensibilità necessarie per l’adozione di comportamenti sicuri. Un altro argomento trattato dal Prof. Curtolo sono state le forme sostenibili di Didattica a Distanza ( DaD ) e i Laboratori esperti che si stanno sperimentando in questa fase da parte delle scuole: esperienze che potranno essere perfezionate al fine di ottenere risultati apprezzabili per gli studenti.

Nel suo intervento il Dirigente Scolastico Fortunato Nardelli ha apprezzato l’iniziativa della video conferenza e, in merito alla situazione determinata dal Corona Virus, ha indicato l’impegno suo e degli altri presidi nel trovare soluzioni concertate, in vista della ripresa del nuovo anno scolastico. E ha colto l’occasione dalla presenza dei rappresentanti delle due aziende per chiedere il loro parere su casi pratici relativi ai comportamenti adottati per la sicurezza, ricevendone interessanti risposte, utili, per la verità, anche per tutti noi che ascoltavamo.

È seguito l’intervento della rappresentante della sede di Pisa dell’azienda Saint Gobain: la dott.ssa Luisa Tironi, Addetto al Servizio Prevenzione e Protezione dell’azienda che ha esordito presentandoci la società, una multinazionale che produce materiali per l'edilizia e, a Pisa, lastre di vetro. La casa madre si trova in Francia, a Parigi e ha numerose sedi produttive in tutto il mondo, con un totale di 180.000 dipendenti. L’attività produttiva a Pisa è continuata fino a Marzo inoltrato, con molte limitazioni dovute al fatto che i prodotti non potevano essere trasportati, in particolare, nelle zone dov’era più presente il contagio. Dalla metà di Marzo tutti i magazzini e i cantieri si sono fermati e solo la sede di Pisa è rimasta aperta: qui il lavoro è continuato, se pur in misura ridotta, su alcune linee di trasformazione del vetro, dato che il forno di produzione non può essere fermato. In verità, ci ha riferito la dott.ssa Tironi, sono stati momenti in cui l'impegno produttivo è passato in secondo piano rispetto all’attenzione per la salute dei lavoratori, per cui sono state adottate una serie di determinate regole di sicurezza a partire dalla misurazione della temperatura corporea a tutti i dipendenti in ingresso. Col passare del tempo, a causa del perdurare della riduzione del lavoro, una parte dei dipendenti è stata purtroppo messa in cassa integrazione. Per la ripartenza si stanno adottando tutte le precauzioni necessarie e l'attività lavorativa sarà scandita dalle principali funzioni di attenzione e di controllo, sin dall’arrivo in portineria. Ogni linea dovrà adottare delle regole-base vale a dire: la distanza di 183 cm, lavarsi le mani, tossire nell’area del gomito, spazzare negli orari stabiliti e pulire le proprie zone di lavoro.

La Sofidel come ci ha illustrato, prendendo la parola il dott. Michel Morganti, Health & Safety Manager, è una multinazionale italiana con sede a Porcari (LU) che si occupa principalmente della Carta tissue Regina, di fama mondiale. L’azienda conta 6 mila dipendenti distribuiti in 13 nazioni.

È stato compito della sede italiana gestire l'emergenza di tutte le altre sedi. Come primo provvedimento sono state bloccate tutte le partenze per l'estero e le trasferte delle figure commerciali. Il dott. Morganti ha poi descritto nel dettaglio le regole base per la sicurezza che sono dello stesso tenore di quelle adottate dalla Saint Gobain. Inoltre, ha continuato il manager, in questo periodo di emergenza sanitaria è stato necessario rivedere il disegno delle postazioni di lavoro e aggiornare i documenti di prevenzione del rischio. È stata di grande aiuto l’adozione su media scala del lavoro telematico da casa (telelavoro). Ma questo ha comportato il dover reperire computer portatili per un gran numero di persone. Non sempre è stato facile, tant’è vero che in una sede americana della Sofidel il dirigente locale ha dovuto portare a casa il computer fisso dell’ufficio!

Questa giornata si è rilevata un'esperienza davvero interessante e “concreta”, in quanto, a partire dallo smart working per la business continuity, ci ha fatto capire l'importanza della sicurezza nella vita quotidiana e ci ha reso un po’ più preparati per il futuro “new normal” che troveremo, a partire da questo tempo caratterizzato dal Covid-19.

Elena Riccioni, Chiara Pantani, Andreea Bocanescu. 

Classe 4ai, Liceo G.Marconi, San Miniato (PI).

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