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NOScorner venerdì 15 gennaio 2021 ore 10:00

Intervista immaginaria a Valéry Giscard d'Estaing

Disegno di Viola Fanfani, Classe 4A
Disegno di Viola Fanfani, Classe 4A

Un gruppo di studenti ha immaginato di poter intervistare l’ex presidente della Repubblica Francese sulla costruzione dell'Europa



FIRENZE — Gli studenti dell'Alberti Dante di Firenze hanno simulato una intervista immaginando di poter rivolgere alcune domande all'ex presidente della Repubblica Francese recentemente scomparso.

Buongiorno presidente Giscard, quale onore averla con noi oggi! il lavoro per la redazione di una Costituzione Europea non le lascerà certo molto tempo libero! Abbiamo già indagato su cause ed effetti delle relazioni postbelliche tra gli Stati Europei, per cui la domanda è quali sono stati i grandi cambiamenti dalla nascita della CEE? 

"Ammetto che la CEE abbia portato molti vantaggi a tutti i paesi membri, ad esempio, nel 1968, ricordo l’istituzione della Politica Agricola Comune e dell’Unione Doganale, grazie alle quali furono aboliti i dazi. Tuttavia la terribile inflazione che si abbatté sull’Europa negli anni Settanta rese necessarie delle innovazioni come la creazione di una zona di stabilità monetaria, con l’introduzione, nel 1972, del cosiddetto “serpente monetario”, per mantenere un basso margine di fluttuazione tra il dollaro e le valute europee. Si rivelò fondamentale anche il Consiglio Europeo del dicembre 1975, in cui furono introdotte ulteriori innovazioni come il passaporto unico e il suffragio universale del Parlamento Europeo che sarebbe entrato in vigore quattro anni dopo, con le elezioni. È importante menzionare anche l’Accordo di Schengen del 1985, con cui furono eliminati i controlli alle frontiere, sia per le persone che per le merci. Infine rimarchevole fu l’idea del programma Erasmus, che permette ai giovani cittadini europei di studiare in Università di paesi diversi dal proprio e di conoscere così le nostre affascinanti città".

Dopo la nascita della CEE si sono aggiunti altri stati, quali Danimarca, Irlanda, Regno Unito, Grecia, Spagna, Portogallo. Come sono arrivati questi paesi a integrarsi in una vera e propria Unione Europea? 

"L’idea di collaborazione ha preso pian piano sempre più campo, ma la nascita dell’UE come la conosciamo si avrà solo il 7 febbraio 1992, quando a Maastricht nei Paesi Bassi fu firmato il Trattato omonimo in cui la collaborazione tra gli stati non fu solo ‘ribattezzata’, ma acquisì anche nuove regole relative alla moneta unica, alla Politica Estera, alla Giustizia e agli Affari Interni. I legami tra gli stati europei furono rinsaldati da questo trattato che spianò la strada per l’introduzione dell’Euro, segno tangibile della comune identità europea. (L’UE ad oggi si è ampliata ancora sia per il numero degli stati sia per nuove normative e con il Trattato di Lisbona del 2009 è stato istituzionalizzato il ruolo di presidente del Consiglio Europeo ed è stata istituita la carica di Alto Rappresentante per gli Affari Esteri e la Politica della Sicurezza)". 

Lei è stato uno dei più giovani presidenti della Quinta Repubblica Francese; come riassumerebbe la sua idea politica in poche parole?

"Credo che la mia politica possa essere ricondotta a due concetti: liberalismo ed europeismo. La politica economica francese consolidata dal gollismo di Charles Pompidou fu minacciata dalla crisi petrolifera del 1973 e dalle turbolenze monetarie con l’America; con l’obiettivo di estinguere questi due fattori negativi mi sono impegnato per far entrare il mio paese nel post materialismo. Successivamente, nel corso della mia presidenza, ci siamo trovati a dover gestire una nuova crisi che si svolgeva su due binari: la fine della crescita economica esponenziale - con conseguenti stagnazione e disoccupazione - e le complicazioni del rapporto con l’America, problemi tanto francesi quanto europei. Questo è il motivo per cui io e Helmut Schmidt, allora Cancelliere della Germania Federale, ci concentrammo sulla stabilizzazione del legame tra Francia, Germania e America, dando all’Europa una chiara impronta franco- tedesca. Dobbiamo proprio a questa collaborazione e al percorso economico iniziato con il “serpente monetario” la nascita del Sistema Monetario Europeo a fine del 1978, che è una degli obiettivi raggiunti di cui vado più fiero". 

La ringrazio per averci concesso questa intervista, vorrei esprimerle la più profonda gratitudine a nome di tutti i cittadini europei soprattutto per ciò che ha fatto per il nostro continente! 

Ricerche e testo: Giulia Agresti, Francesca Oriti, Classe 4B Disegno: Viola Fanfani, Classe 4A Liceo Classico Alberti Dante, Firenze

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