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NOScorner venerdì 30 aprile 2021 ore 19:22

Genocidio Ruanda, intervista per non dimenticare

Tommaso Becchi

Il liceo Michelangiolo di Firenze dedica un numero del giornale scolastico “MichePost” al tema delle discriminazioni, per raccontarle e discuterne



FIRENZE — In ogni parte del mondo il tema delle discriminazioni è centrale nel dibattito pubblico: il DdL Zan, la questione uigura dello Xinjiang, i movimenti statunitensi Black Lives Matter e Stop Asian Hate. Ovunque c’è qualcuno che reclama i propri diritti. Ovunque c’è qualcuno che lotta contro un oppressore (reale o presunto). Per questi fatti noi del liceo Michelangiolo di Firenze, pur nel nostro piccolo, abbiamo scelto di dedicare un numero del nostro giornale scolastico “MichePost” al tema delle discriminazioni, per descrivere alcune di queste situazioni e per rilevare che qualcosa si sta muovendo nel mondo, per prenderne coscienza e per arginarle. Anche noi vogliamo esserci, per raccontare questo cambiamento e per discuterne.

Grazie alla pagina online del giornale www.quinos.it, un’altra palestra giornalistica in cui noi studenti ci alleniamo in PCTO, desideriamo dare ulteriore diffusione a questo risveglio di coscienze. Vorremmo essere espressione di tutti quei giovani che, mentre si sforzano di decifrare il presente e di immaginare il futuro, non vogliono rinunciare al passato e ai suoi insegnamenti, memori del Ciceroniano: “Historia magistra Vitae”.

Questo spirito ci ha portato alla realizzazione di un approfondimento videoregistrato sul genocidio avvenuto in Ruanda, e a intervistare due ragazzi che studiano in Italia e sono originari di una nazione confinante con il Ruanda, il Burundi che, come l’altro, è un piccolo stato (per averne un’idea è poco più grande del nostro Piemonte) in cui nel 1993 scoppiò una sanguinosa guerra civile a causa della rivalità etnica tra le fazioni tribali Hutu e Tutsi, etnie presenti sia nel Burundi sia nel Ruanda. 

L’intervista può essere seguita online

I fatti tremendi che accaddero in Ruanda, tra il 7 aprile e il 15 luglio del 1994 non si debbono dimenticare quando si parla di discriminazioni. Il genocidio del Ruanda è forse l’evento storico più sanguinoso degli ultimi trent’anni: eppure è quasi nullo lo spazio che i media hanno dedicato all’evento. Riportiamo un brano (da AFV Mondo) dal servizio del giornalista Francesco Cecchini a seguito delle foto di Sebastião Salgado il quale fu testimone dell’eccidio: “Il 6 aprile 1994, l’aereo su cui viaggiava il presidente del Ruanda Habyarimana si sfracellò al suolo, abbattuto da un missile terra-aria di origine ignota. Fino ad allora si sapeva poco del paese Ruanda e delle due etnie, Hutu e Tutsi, che lo abitavano, ma quello che accadde dopo non verrà mai più dimenticato. Gli Hutu incolparono i Tutsi dell’assassinio di Habyarimana e nell’arco di poco tempo, solo cento giorni, un numero spropositato di persone Tutsi, vennero massacrate sistematicamente a colpi di armi da fuoco, ma soprattutto con machete e bastoni chiodati. Le vittime furono non meno di 800 mila, uomini, donne e bambini”.

L’intervista ai due ragazzi burundesi è durata poco più di un’ora ma, grazie al sapiente montaggio curato da Luca Parisi (il “direttore” di MichePost), siamo riusciti a ridurne la lunghezza al fine di facilitarne la fruizione.

Prima di avviare la visione ringraziamo ancora i due ragazzi protagonisti del video: Don Rodrigo Zivieri, di madre burundese e padre italiano e Adélard Kananira, burundese. Io e i miei compagni-colleghi di redazione desideriamo ringraziare anche la pagina Instagram @weafricansunited che ci ha consentito di metterci in contatto con loro, dando così inizio a una bella collaborazione.

Buona visione e buon ascolto.

Tommaso Becchi, 

4C Liceo Michelangiolo, Firenze

Il genocidio del Ruanda
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