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fattiNOStri domenica 03 maggio 2020 ore 09:16

​Studenti e non studenti a confronto

La Maturità di ieri è diversa dall'esame del 2000 ed ancor di più dalla valutazione di un percorso di studio segnato da una pandemia come il Covid 19



PISA — Siamo in maggio ma l’esame di maturità è ancora un punto interrogativo per docenti e alunni. Al momento sembra confermata la possibilità di un esame orale "in presenza", che è sicuramente un modo per regalare un minimo di soddisfazione a noi ragazzi così provati dalla contingenza. Nel corso di questa quarantena sono stati pubblicati articoli, video e post su pensieri, opinioni e riflessioni di persone che non dovranno sostenere l’esame. E che, sempre, parlano cercando di immedesimarsi in un alunno o alunna ipotetici, stressati e in difficoltà. 

Quando questi “opinionisti” parlano, è inevitabile, piuttosto, il riferimento ai ricordi della loro maturità che vorrebbero presentare come adeguati ai ragazzi del 2020. Ma, mi chiedo, forse all'epoca vissero l'esperienza di una pandemia mondiale, chiusi fra le quattro pareti della loro cameretta? O fu allora in pericolo la salute e la vita loro e dei loro cari? Fra queste persone pronte a esprimere pareri o giudizi c'è un giornalista che ha scritto a proposito dell'esame di Maturità: “ […] insieme all’orale dobbiamo fare di tutto per salvare il Tema. È l’altra parte fondamentale di quell’ascolto che spetta ai ragazzi che stanno per maturarsi. E se è impossibile averli tutti contemporaneamente a scuola, facciamoli scrivere a casa, pur senza valutarli, ma facciamoli scrivere. Anche solo per una ragione egoistica: perché i loro temi di quest’anno costituiranno, un giorno, un archivio storico di valore enorme, la testimonianza di una generazione che diventa adulta in un punto di svolta della storia. Qualcuno li studierà per capire ciò che stiamo attraversando.“ Così scrive Paolo Giordano nel Corriere della Sera. Giordano nel suo articolo afferma anche che “l’esame è stato rovinato” e per questo ormai non c'è rimedio.

Noi studenti apprezziamo il fatto che tutti stiano pensando a noi, al nostro percorso e alla nostra formazione, ma non è questo il punto. In un momento in cui i nostri cari, le nostre stesse vite sono costantemente a rischio, stiamo prendendo coscienza di quelli che sono i veri valori della vita di studenti. È inutile prendere come confronto l'esame di maturità affrontato dai compagni più “vecchi”, perché siamo tutti consapevoli che non potrà mai essere uguale a quello di quest'anno. Né potranno essere paragonabili la preparazione e lo studio. Come si può pensare che i ragazzi affrontino l’esame di oggi con la stessa “gioia” o, più spesso, con la stessa “ansia” degli altri, sapendo cosa sta succedendo nel mondo? Noi maturandi ricorderemo questo 2020 come un anno incredibile, assurdo, inaspettato, indipendentemente da come si svolgerà l’esame di maturità. Un esame che non sarà visto dagli studenti con gli stessi occhi con cui lo vedevano prima. “Per cosa sto studiando?” è la domanda che oggi ci poniamo sempre più spesso. E la risposta non potrà essere: “L’esame è la conclusione del percorso di studio” per il fatto che probabilmente non sarà vissuto come una conclusione, ma più come un passaggio.

Il giornalista Giordano ha parlato anche di “valorizzazione” in un contesto in cui, giusto o sbagliato che sia, gli studenti potranno vivere l'esperienza dell'esame sentendosi comunque come dei “raccomandati”. Spesso capita di sentire opinioni come: “questo esame sarà più semplice, dovrebbero essere contenti”. Sono parole certamente non meditate, perché non tengono conto del fatto che gli studenti si potrebbero trovare davanti non a una commissione, ma a uno schermo; potrebbero vedere non volti ma mascherine, non persone, ma giudizi e valutazioni.Questo esame risulterà più semplice? Questa considerazione sarà l’ultima a cui questi ragazzi penseranno, perché al primo posto dei valori sarà la vita, loro, dei loro familiari, e dei tanti che per questa pandemia hanno perso affetti cari.

Luciana Busceti

Classe V sez.C Liceo Carducci, Pisa

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