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mercoledì 20 febbraio 2019

hanNOScritto sabato 09 febbraio 2019 ore 22:42

Una giornata ricca di incontri

Ricordi e impressioni dal museo Piaggio e interviste ai referenti della biblioteca Gronchi e della redazione di QUInewsValdera.



PONTEDERA — Ultime notizie. nella sede della redazione di QUInewsValdera a Pontedera abbiamo incontrato Alessandro Turini che ci ha detto quanto lontani siamo ormai dalla macchina da scrivere e ci ha parlato dell'influenza che internet ha sugli adolescenti di oggi. Inizialmente ha introdotto l'argomento trattando del Festival di Sanremo ed evidenziando l'importanza che è stata data ai nuovi generi musicali: il Trap e il Rap. Successivamente ci ha intervistato lui facendoci molte domande sui social preferiti dai giovani e sui modi di utilizzo, aprendo poi un discorso sul business che sta dietro a ogni piattaforma. A questo proposito ci ha informati sui dati riguardanti il numero medio di spettatori, dalle otto alle undici di sera: non avremmo mai pensato che sono così numerosi: quasi un italiano su due!

Breaknews. In the editorial office of QUInewsValdera at Pontedera we met Alessandro Turini who talked to us about the influence that the internet has on today's adolescents. Initially he dealt with Sanremo Festival, highlighting the importance that has been given to new musical genres: the Trap and the Rap. Then he interviewed us, first asking about our preferred social media and how to use them, and then talking about the business that is behind each platform. At the end he informed us about the average number of news-on -line readers from eight to eleven, at night: we wouldn't ever have thought that they are so numerous: almost one in two Italians!            Chiara Lovisi

Siamo stati i benvenuti nella biblioteca "G.GRONCHI" di Pontedera. Ieri, giovedì 7 Febbraio, abbiamo avuto il piacere di incontrare Roberto Cerri, direttore della biblioteca comunale di Pontedera che gentilmente ci ha accolto nel proprio ufficio, un luogo ospitale, carico di idee e di storie. Qui il Direttore si è lasciato intervistare volentieri. Cerri ha così risposto in maniera esauriente ai nostri quesiti sui servizi e sui contenuti disponibili all'interno della biblioteca. La struttura, ci ha detto, originariamente era situata in piazza Martiri della Libertà; dispone oggi di circa 80.000 volumi e di 40 periodici in consultazione. Inoltre il direttore ci ha parlato della sezione interamente riservata ai bambini e ai ragazzi fino a 14 anni che vengono stimolati alla lettura dei circa 20.000 volumi disponibili, integrati da numerose attrattive situate all'interno. Abbiamo poi affrontato l'argomento riguardante la rete Bibliolandia: "Bibliolandia, ci ha risposto, è una rete di biblioteche comunali e private che uniscono il loro patrimonio culturale il quale ammonta a oltre 500.000 volumi. Grazie a questo servizio le persone possono richiedere il libro desiderato là dove sono e, nel caso in cui non fosse disponibile, verrebbe recapitato nel giro di qualche giorno in quella biblioteca. Di fatto vengono così "traslocati" circa 60.000 libri l'anno per un corrispettivo di 120.000 viaggi". E, a proposito dell'affluenza delle persone gli abbiamo chiesto: "C'è una stima del numero delle persone che frequentano la biblioteca ogni giorno?" "La biblioteca di Pontedera registra ogni giorno l'ingresso di circa 1000/1500 persone, ci risponde il Direttore, attratte anche dalle iniziative pubblicizzate via social. All'interno della Valdera, grazie alla disponibilità del servizio di un BiblioApe, i libri possono essere trasportati nei vari paesi di campagna che non godono del servizio bibliotecario". Dopo averci fatto notare la presenza di alcuni volumi in vendita (sono quelli di cui la biblioteca ha già più copie in consultazione), il direttore ci ha spiegato che tutti noi possiamo contribuire al servizio "Dona un libro". Infine ci siamo interessati all'attività di catalogazione: "Come vengono catalogati i libri?" "Un tempo, ci risponde, la catalogazione era un lavoro molto impegnativo, per cui occorreva studiare e applicare delle regole molto precise; ultimamente il libro arriva già catalogato e occorre soltanto personalizzarne la posizione in riferimento alla nostra biblioteca e alla rete." A questo punto ci siamo congedati amichevolmente, ringraziando il direttore per la disponibilità dimostrata.    Elia Puccioni, Gaia Tosi, Francesca Lombardi, Asia Fontana, Marta Gazzarrini, Sveva Sardelli.

Museo Piaggio. "Danza come una farfalla, pungi come una vespa", questa frase di Muhammad Ali, appassionato di moto, ben si adatta al "due ruote" italiano, principe degli scooter nel mondo. Visitando il museo Piaggio abbiamo potuto ammirare le tante interpretazioni che la Piaggio ha saputo dare della Vespa, sia per utilizzi di città, di granturismo e safari, di avventure e di imprese belliche. A quest'ultimo proposito ci hanno colpito gli allestimenti bellici della Vespa Bazooka e delle più semplici vespe e moto in dotazione all'esercito. La piccola, ma letale "vespa da guerra", è la risposta "cheap" a un'esigenza espressa dalla Francia che ne chiese più di 800 modelli. Questo particolare veicolo era munito di un cannone calibro 75 equipaggiato di munizioni: era una vera "Vespablindo" che veniva lanciata dagli aerei e atterrava grazie a dei paracadute insieme a un altro mezzo che portava le munizioni; la cosa sorprendente era che poteva sparare anche in movimento! La Piaggio ha negli anni acquisito anche altri marchi e aziende italiane produttrici di motoveicoli. Fra questi la Gilera che produsse in tempo di guerra il 500 LTE completo del Side-car Gilera Marte, costruito utilizzando mezzi distrutti o consumati, che permetteva al soldato-passeggero di fare fuoco mentre il milite-autista guidava il mezzo. Nel 1946 vengono prodotti 222 modelli "civili" ricavati dalle moto in giacenza, regalando ai fortunati eredi di quei mezzi delle "chicche" da collezione.    Sebastiano Scalia

Piaggio story. Prima di essere sinonimo di due ruote l'azienda era stata legata al trasporto navale, ferroviario e aeronautico. La Piaggio fu fondata a Sestri Ponente (Genova) nel 1884 da Rinaldo Piaggio per la lavorazione del legno da utilizzare gli arredi navali del tempo. Nel 1946, dopo la morte di Rinaldo, iniziò la riorganizzazione della struttura industriale che si specializzò nella costruzione di motoscooter. A Pontedera iniziò, infatti, la costruzione dei primi esemplari della “Vespa” ideata nel 1946 dal progettista aeronautico Corradino D’Ascanio. Il nome del veicolo fu coniato dallo stesso Enrico Piaggio che davanti al primo modello chiamato MP6, esclamò: «Sembra una vespa!», e così fu.                              Simone Dragoni, Niccolò Melani

Classe 4DL Liceo Montale, Linguistico, Pontedera (Pisa)