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mercoledì 19 febbraio 2020

soNOStato giovedì 13 febbraio 2020 ore 17:13

Una Casa della Cultura mitteleuropea

L'Europa come "Tettonica a zolle culturale"



TRIESTE — Il Narodni Dom in sloveno significa ”casa nazionale" o "casa della cultura”. Fu costruito tra il 1902 e il 1904. Fu il centro della vita economica, politica, culturale, artistica e sociale della minoranza slovena triestina. Nel 1920 l'edificio fu distrutto da un incendio per mano di fascisti. Oggi, ricostruito, appartiene all'Università degli studi di Trieste: qui nella sua Aula Magna abbiamo seguito gli interventi di Daniela Schifani-Corfini Luchetta, presidente della fondazione Luchetta Ota D'Angelo Hrovatin, di Aleksander Koren, direttore della testata della comunità slovena Primorski Dvevnik e di Pierluigi Sabatti, direttore del quotidiano triestino Il Piccolo.

I relatori hanno chiaramente mostrano che se la storia è affare serio e va indagata in modo rigoroso, la memoria è soggettiva e fallace. Allora è stato bello ascoltare le storie individuali e quindi diverse, perché ricostruite dalla memoria di chi ha vissuto le esperienze di questa "tettonica a zolle culturale" che è questa parte d'Europa, come l'ha definita il prorettore dell'Università di Trieste.

Stefano Anguillesi 5A, e Filippo Cataldi 5B, 

IIS “Ferraris-Brunelleschi”, Empoli 

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