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NOSnews mercoledì 12 febbraio 2020 ore 12:00

A lezione di giornalismo sul confine di guerra

Nella settimana del Giorno del Ricordo cinquanta studenti toscani hanno partecipato a Trieste ad un seminario sul racconto dei confini di guerra



TRIESTE — La Narodni Dom di Trieste ha accolto gli studenti toscani che hanno ripercorso le orme dei perseguitati e degli esuli attraverso i luoghi che sono stati scenari delle guerre e le testimonianze del dopo guerra. Narodni Dom è la casa della cultura, luogo emblematico dell'Università di Trieste. 

Accompagnati dalla Regione Toscana i cinquanta rappresentanti di 25 istituti scolastici toscani hanno preso parte ad una lezione di giornalismo sul ruolo della stampa sul fronte di guerra e l'importanza della sopravvivenza della memoria storica.

L'incontro è stato aperto da Pierluigi Sabatti, presidente del circolo della stampa di Trieste e direttore de Il piccolo, che ha contestualizzato il ruolo dell'informazione nei vari episodi che hanno caratterizzato la storia del Novecento, con lo scontro tra potenze e culture che hanno dato vita ad episodi drammatici. Nel lanciare lo sguardo al giornalismo digitale e multimediale, Sabatti ha consigliato ai giovani di non soffermarsi sulle fonti più facili da rintracciare ma approfondire ogni argomento con obiettiva curiosità. Sabatti ha concluso invitando gli studenti ad usare un linguaggio appropriato per descrivere ogni singolo evento storico evitando termini che possano mettere vicende tra loro diverse sullo stesso piano narrativo. 

A portare la loro testimonianza agli studenti sono stati anche Daniela Schifani Corfini Luchetta e Aleksander Koren. 

La Fondazione Luchetta, nata per conservare la memoria del giornalista Marco Luchetta, svolge oggi un ruolo importante per la tutela e il rispetto dell'infanzia. 

Koren ha affrontato il racconto dei confini di guerra dalla prospettiva delle minoranze che hanno visto cambiare le frontiere non solo sotto l'aspetto geografico. Il riconoscersi in una comunità - di questo ha parlato Koren - non significa riconoscersi anche nelle azioni dei regimi o nelle logiche di partito e questo crea una sensazione difficile da vivere ed ancor più da raccontare, ancora oggi.

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