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domenica 24 settembre 2017

NOSpettacoli venerdì 19 maggio 2017 ore 07:33

​THE CIRCLE

Un film che fa riflettere: un improbabile presente, un possibile futuro

PONTEDERA — L'ultimo film del regista americano James Ponsold, tratto dall'omonimo romanzo scritto da Dave Eggers, è un thriller quanto mai attuale che racconta le derive dell'ossessione per la condivisione da parte dei social. È una distopia nemmeno tanto fantasiosa, in cui il confine tra pubblico e privato si fa sempre più sottile.

Protagonista del film è Mae Holland, interpretata dalla brava Emma Watson (aveva esordito giovanissima in Harry Potter) che, stanca del proprio lavoro in un call center, accetta la proposta offertale dall'amica Annie (Karen Gillan) la quale, grazie alla sua posizione di rilievo, le fissa un colloquio a The Circle, la compagnia dove lavora, che è un'azienda leader in molti campi, ma soprattutto in quello informatico. The Circle è in procinto di creare e diffondere un innovativo sistema di telecamere wireless, chiamate SeeChange, che permetteranno di mostrare tutto a tutti.

Mae, superato il colloquio, entra come in un universo parallelo, in cui le parole d'ordine sono "trasparenza" e "condivisione di tutto". Aderisce al progetto di The Circle di “totale trasparenza” e così tutte le sue mail diventano pubbliche e lei stessa deve indossare una videocamera accesa 24 ore su 24, in diretta streaming worldwide. In poco tempo Mae fa carriera fino a entrare in contatto con il fondatore della società Eamon Bailey (Tom Hanks) e del suo socio, Tom Stenton (Patton Oswald).

Fra le frasi e le indicazioni che si trovano nel film quali: “I segreti sono bugie”, “Condividere è prendersi cura”, “La privacy è un furto”, molte ricordano come stile e forse anche come intenzioni le posizioni di Orwell “La guerra è pace”, “La libertà è schiavitù”, “ L’ignoranza è forza”.

Molto ben riuscito è il personaggio di Tom Hanks, che interpreta magistralmente il diabolico capo dell'azienda che, volendo creare una community trasparente, vorrebbe privare il mondo della propria privacy.

La storia raccontata in “The circle” enfatizza la situazione dei social attuali e se è ancora forse un po’ improbabile nel nostro presente (ma Facebook ci sta portando in quella direzione), dipinge un sempre più possibile prossimo futuro.

Giulia Bitossi, Caterina Cavallini

4° XXV Aprile - Liceo scientifico, Pontedera