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martedì 22 maggio 2018

diNOSauri martedì 28 febbraio 2017 ore 05:33

Grazie Bill Gates!

​Anche i robot pagheranno le tasse?



SEATTLE — Si può osservare che l’utilizzo dei robot nel nostro secolo sta creando le premesse per un problema che presenta molte analogie con con la Rivoluzione Industriale della seconda metà del 1700 in Inghilterra, quando le macchine a vapore cominciarono a sostituire l'uomo nelle fabbriche, creando per la prima volta il problema della disoccupazione.  Quali sono oggi i rischi della diffusione dell’utilizzo dei robot? C'è il rischio che tanti giovani, una volta adulti, a causa della riduzione del numero degli occupati e dei corrispondenti contributi sociali, possano non arrivare a percepire una pensione decorosa. 

Bill Gates, uno dei guru dell’informatizzazione, ha recentemente affrontato questo problema e ha creato scalpore con una proposta di soluzione veramente innovativa e rivoluzionaria. Gates, nato a Seattle (USA) il 28 ottobre 1955 e divenuto un grande imprenditore in campo informatico, noto sopratutto per aver creato la Microsoft, è oggi uno degli uomini più ricchi e generosi del mondo, dato che lui e la moglie hanno destinato gran parte della loro immensa ricchezza a fini benefici. Bill si è posto dunque il problema dell'automatizzazione del lavoro in chiave moderna e innovativa e pensando alle conseguenze della privazione del posto di lavoro operata dai robot, ha dichiarato sic et simpliciter: "I robot che svolgono lavori umani dovrebbero pagare le tasse!" basando questa rivoluzionaria proposta sul fatto che "Un robot che svolge lo stesso lavoro di un uomo dovrebbe essere tassato allo stesso livello." Valutando la sua proposta se ne deduce che tassando i robot come se fossero operai si potrebbe costituire un fondo pensione integrativo da utilizzare per i lavoratori "umani". In questo modo sarà  assicurato un futuro più sicuro a tutti quei lavori svolti dagli uomini che la tecnologia non sarà in grado di svolgere, come l'insegnamento e la cura di persone con esigenze speciali come anziani, bambini, malati, portatori di handicap. 

Secondo John Maynard Keynes, un economista britannico vissuto agli inizi del ‘900, meno del 5% delle occupazioni dell’uomo erano candidate ad essere completamente automatizzate usando quella che lui definiva ”l’attuale tecnologia". Ma i tempi sono cambiati in modo radicale e oggi si può dire che in futuro il 45% delle attività retribuite potranno essere automatizzate usando "tecnologie già sperimentate". Se dunque il rischio che delle macchine, i robot, possano sostituire l'uomo sta diventando sempre più forte, la proposta di Bill Gates, se seguita dalle società dei consumi, potrà ottenere l’effetto di ridurre l’angoscia relativa al nostro futuro e noi giovani, da pensionati, potremo ringraziare per questo il grande Bill Gates.

Rachele Innocenti, Costanza Trafeli

4CU Liceo Montale Scienze Umane  _ Pontedera