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sabato 25 novembre 2017

desigNOS giovedì 20 luglio 2017 ore 09:48

In vespa verso il futuro

Guardando il modello attuale può sembrare nata ieri, ma era l'Aprile del 1946 quando Enrico Piaggio esclamò: «Sembra una vespa...»

PONTEDERA — La città di Pontedera è conosciuta in tutta Italia grazie alla “Vespa” e, più in generale, per la sua azienda Piaggio. Al Museo Piaggio in questi giorni è stata inaugurata la mostra sull’industrial design italiano intitolato: “Il grande gioco dell’industria”. Da luglio a ottobre testimonianze di altri prodotti di design saranno raccontate dal percorso realizzato in questo museo accanto a un’icona del design italiano: la vespa.

Il Museo Piaggio infatti è il luogo in cui è possibile ripercorrere la storia dell’azienda che è un po’ la storia d’Italia, dagli anni ’40 ad oggi. Visitando il Museo abbiamo raccolto foto e informazioni che sono state inserite nel video di youtube di cui diamo il link ripromettendoci di tornare presto sull’argomento, magari in compagnia di una figura di grande rilievo…. 

Negli anni ’40 sale alla presidenza dell’azienda (fondata a Genova nel 1884) Enrico Piaggio, che l’ha ereditata dal padre Rinaldo insieme al fratello Armando.Nata con la produzione aeronautica la Piaggio, cogliendo lo spirito di rinascita del dopoguerra, sceglie presto di investire in una nuova idea di Corradino d’Ascanio, di un nuovo mezzo a due ruote, che offrisse agli italiani un mezzo di trasporto semplice e più economico dell'auto. Nel 1946, Enrico presenta qualcosa che avrebbe fatto la storia: è la Vespa (anima ronzante della riconversione industriale operata da Piaggio). Sin da subito questo ibrido fra un’auto (perché carrozzata e munita di ruota di scorta) e una moto (perché agile e con due comodi posti) che riesce a trasportare anche tre persone (un bambino stava spesso in piedi sulla pedana dietro lo scudo) è divenuto un mezzo rivoluzionario, adeguandosi con gli anni alle generazioni, seguendo le loro esigenze e diventando un mito che ha dato luogo a decine e decine di imitazioni nel mondo che mai però ne hanno superato l'eleganza e la sintesi formale. 

Negli anni ’50, mentre l’economia si risolleva dopo la guerra, la Vespa diventa simbolo di svago e i giovani la scelgono perché comoda e più economica dell’automobile. Nel 1948, per le esigenze di trasporto pubblico e per il trasporto delle merci la Piaggio aveva lanciato l’Ape, attaccando un piccolo carro alla Vespa: il nome dell'insetto volante sembra richiamare il fatto che anch'esso, come l'ape è addetto al lavoro. E il suo cassone diventa presto un simbolo, spesso personalizzato con stemmi e slogan dagli artigiani che lo usano nel loro lavoro o trasformato in carrozzella per il trasporto di intere famigliole o di turisti. Negli anni ’60 Piaggio immette sul mercato molti modelli di scooter e vengono introdotte delle novità come la “macchinina” che utilizzava la motorizzazione potenziata a 400 cc. di una Vespa. In quel periodo la comunicazione si manifesta con colori e immagini accattivanti e con accostamenti anche audaci con belle ragazze.

Purtroppo nel 1966, come molte città della Toscana, Pontedera viene colpita dall’ alluvione che mette la fabbrica in ginocchio. Il nuovo Presidente Umberto Agnelli risponde alla crisi presentando sul mercato il Ciao, che riscuote un vero lungo successo fra gli adolescenti e non solo.Gli anni ’70 e ’80 sono stati per la nostra azienda pontederese piuttosto difficili. Si fa strada in questo periodo lo spirito ecologista che punta il dito contro le auto e il traffico. Piaggio pensa di cavalcare questo spirito con la nuova campagna di differenziazione dalle “Sardomobili” (sono le auto paragonate a scatole di sardine). Così la Vespa rientra in pista promettendo di viaggiare velocemente nell’aria libera e magari guardando un arcobaleno. 

Con la fine degli anni ’80 si assiste ad un impoverimento della popolazione e così, quando la Piaggio lancia nuovi modelli di vespa sperimentando forse un nuovo nome: Cosa, non riscuote grande fortuna. Nonostante il design delle nuove creazioni sia cambiato non riscuote il favore del grande pubblico.

Nel 1993 Giovannino Agnelli riesce a ritrovare un feeling personale con i giovani e con i nuovi modelli sfonda nel mercato americano, rilanciando anche lì la Piaggio. Tornata sulla cresta dell’onda, con l’arrivo del nuovo millennio la Vespa e le sue “sorelle” tornarono ad essere simbolo dell’efficienza italiana nel mondo, proseguendo una storia che guarda al futuro.

Elisa Gini 

4A, Istituto XXX Aprile-Liceo Scientifico

Una “Vespa” verso il Futuro