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domenica 24 settembre 2017

fattiNOStri venerdì 16 giugno 2017 ore 08:21

​Più uniti, più forti

Alla scoperta dell’Unione Valdera.

PONTEDERA — 

In zona Stazione a Pontedera, in un edificio a specchi, di newyorkese memoria, sorge la sede dell’Unione Valdera. Lì abbiamo incontrato il dirigente dell'Unione, il dott. Giovanni Forte, che ha accolto con cordialità e simpatia il folto gruppo della nostra redazione di quiNOS che, accompagnata dal coordinatore, il prof. Giuseppe De Benedittis, gli aveva chiesto e ottenuto di fare un'intervista. 

Il dott. Forte, rispondendo alle nostre domande ci ha informati di come l'Unione sia un’associazione volontaria di comuni che hanno scelto di unire le forze per essere più singolarmente più forti, coesi e competitivi. Sono stati 15 i municipi che nel 2008, accomunati da vicinanza geografica o amministrativa, da un'idea dell'allora sindaco di Pontedera Marconcini hanno deciso di cedere e condividere alcune delle loro funzioni alla sede centrale sita in Pontedera. Dunque, forti della fiducia data dalle esperienze pregresse dei consorzi dei Comuni dell’Alta Valdera, a vocazione principalmente agricola e di quelli della Bassa Valdera, votati all’industria e alle attività produttive, è stato deciso di dare vita a questa unione, tuttora forte anche se, per vari motivi, il numero delle località aderenti è calato negli anni. Alcuni Comuni collinari o “di frontiera” si sono defilati per primi e circa un anno fa anche Ponsacco, secondo paese più popoloso con i suoi 15.906 abitanti, ha abbandonato la "barca", ma il ruolo dell’Unione resta tale. 

Le funzioni fondamentali dell’associazione sono numerose e di rilievo: sono stati creati corpi unici di Protezione Civile e di Polizia Locale, centralizzando e razionalizzando l’ingente mole di lavoro e assicurando, in caso di emergenza, il celere arrivo di un adeguato quantitativo di uomini e mezzi. Inoltre gran parte dei servizi sociali è affidata alla sede di Pontedera, nonostante l’interfaccia principale del cittadino resti il Comune di riferimento. Altro campo importante è quello urbanistico. La creazione di un piano strutturale intercomunale permetterà di disporre delle sedi dei vari enti in posizioni strategiche concordate tra i Comuni, in modo da garantire vantaggi per tutti e in modo da appianare discordie che potrebbero nascere in una zona frammentata. Gli obiettivi principali sono chiari: una riduzione delle spese accorpando gli enti e un miglioramento del servizio offerto al cittadino e al Comune stesso. Non dobbiamo dimenticare infatti che molte decisioni non sono più affidate alla singola amministrazione comunale bensì a organismi regionali, dove per far valere la propria opinione è fondamentale essere rappresentanti di un’ampia base di cittadini; un sindaco che presenta da solo una mozione d'interesse per i suoi concittadini rischia seriamente di essere tenuto in una considerazione molto minore di una figura che sia portavoce di un gruppo assai più ampio. Anche se conciliare le diverse anime di un’area variegata e da sempre divisa da campanilismi come quella toscana non è facile, risulta evidente come sia importante unire le forze. Serve quindi ha rilevato il dott. Forte, un processo di costante avvicinamento tra Comune e Unione al fine di raggiungere un’intesa benefica per la collettività. Affrontare le sfide di un presente sempre più complesso è certamente più semplice se si è coesi. Uniti si può!

Lorenzo De Carlo

Istituto XXV Aprile-Liceo Classico, Pontedera