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mercoledì 24 ottobre 2018

hanNOScritto lunedì 02 luglio 2018 ore 15:35

Un libro che non passa inosservato

"Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte non parla affatto di Christopher. Parla di ognuno di noi’’.



PISA — “Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte” si apre con una prefazione dell'autore, Mark Hodden, che ho apprezzato così tanto da essermi alzata dal divano, dove la mia pigrizia mi aveva fatto rannicchiare, per recuperare una matita con cui sottolineare tutte le frasi che più mi avrebbero colpito. Una di queste è sicuramente: ‘’Le classificazioni raccontato ben poco della persona che è stata catalogata in una certa maniera e molto invece di coloro che le hanno cucito addosso quell’etichetta. Se vuoi sapere chi davvero uno sia, non devi far altro che chiederlo a lui.‘’ Con questa frase Mark Hodden riassume uno dei tanti aspetti che vengono trattati nel libro: la diversità. Le persone hanno paura del diverso e per questo tendono ad escludere dalla loro vita ciò che non capiscono, perché li spaventa. Christopher Boone, il protagonista del romanzo, è affetto dalla Sindrome di Asperger. Questa condizione determina alcune sue peculiarità come l’odiare il giallo e il marrone, il contatto fisico, il rumore e il non riuscire a comprendere le diverse espressioni del viso delle persone. Per questi e per altri suoi atteggiamenti molte persone che incontrerà nel corso della storia lo etichetteranno come "pazzo" o "ritardato" o comunque "strano", proprio perché si comporta diversamente da ciò che viene considerato nella ‘’norma’’.

A me il romanzo è piaciuto anche perché l’autore lo presenta come se fosse scritto in prima persona da Christopher. Così io stessa mi sono sentita come immedesimata nel personaggio: come lui mi sono sentita infastidita dai rumori, come lui mi sono arrabbiata in certe situazioni e intristita in altre. Ho provato una vera empatia nei confronti del personaggio che, via via che leggevo, sempre più mi appariva come una persona in carne ed ossa. Come Christopher, in cui mi sono immedesimata, ci sono cose che odio e cose che amo. E anch’io, come lui, talvolta mi sento di non capire gli altri. 

La scrittura del romanzo scorre semplice e scorrevole e questo permette ai lettori di leggere il libro velocemente: il gradimento del pubblico è dimostrato dalle oltre 170 mila copie stampate nelle varie traduzioni. Del libro mi è piaciuto anche il fatto che lo scrittore sia riuscito, per così dire, a farmi entrare nella mente non solo di Christopher, ma anche di suoi familiari come la madre e il padre, e delle persone che gli stanno intorno. Sono così riuscita a capire i diversi punti di vista e, di conseguenza, a capire meglio la storia. 

Il finale del libro mi ha lasciato con un po’ di amaro in bocca, poiché molte delle domande che il lettore si pone restano senza risposta e questo, forse contribuisce a far sembrare la storia ancora più realistica. Infatti anche quando la storia è finita e il libro é chiuso e riposto in uno scaffale, abbiamo la sensazione che la vita di Christopher stia ancora continuando. Questa continua osmosi fra il personaggio e il lettore può dirsi ben riassunta dalla frase, ripresa dal testo: ‘’Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte non parla affatto di Christopher. Parla di ognuno di noi’’. 

Teresia Caliendo, 4B Liceo Scienze Sociali “Carducci”, Pisa