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martedì 25 settembre 2018

fattiNOStri giovedì 30 agosto 2018 ore 08:30

Novità per l'esame di Stato?

​L'alternanza scuola lavoro torna a far parlare di sé.



PISA — Il ministro del MIUR Bussetti in un'intervista (a: Radio 24) ha dichiarato: «Vogliamo ridare valore a un esame (di stato: ndr) che impostato sull'alternanza scuola-lavoro non aveva senso. L'idea, se si riesce in tempi brevi, è di ridare valore centrale all'esame di maturità sulle materie di competenza del percorso curricolare della scuola superiore. L'alternanza non ha avuto una presa positiva in tutte le zone del nostro Paese e non sarà più il fulcro dell'esame». Sempre a proposto dell'alternanza scuola-lavoro il ministro ha aggiunto: «stiamo definendo meglio gli obiettivi per dare indicazioni precise a tutti gli attori coinvolti, i tempi, il minimo delle ore, le funzionalità. È una forma di orientamento importante per i ragazzi, ma deve essere di qualità».

Vedremo presto dunque quali saranno i provvedimenti che seguiranno queste affermazioni che certamente risentono delle procedure attuate in molti casi in cui gli studenti in alternanza sono stati adibiti dalle aziende ospitanti a compiti o attività assolutamente marginali e non tali da dare al soggetto l'opportunità di misurarsi appieno e di conoscere gli impegni e la collegialità presenti nell'ambiente di lavoro. Questo in molti casi è stato dovuto alla mancanza di esperienza per una gestione ottimale dello studente da parte dell'azienda (dove spesso manca una figura "addetta" per cui spesso è lo stesso titolare ad assumersi l'onere del tutoraggio aziendale, che si aggiunge a tutte le altre sue responsabilità). Ma l'esperienza non si è ancora consolidata in molte scuole: qui i docenti tutor incaricati di seguire i ragazzi come tutor poi si trovano a non avere il tempo per farlo o a non vederselo riconosciuto. In effetti nelle scuole è vero che sono promossi degli incontri formativi per gli insegnanti, ma poi a questi, assorbiti dalle numerose riunioni scolastiche, non rimane il tempo necessario per gli impegni extrascolastici che sarebbero richiesti dagli incontri diretti e via telefono o mail sia con il tutor aziendale sia con "ciascun" ragazzo. 

E anche per i giovani l'alternanza è stata motivo di contestazione. Ciò in conseguenza del fatto che l'approccio all'alternanza non è presentato e gestito come un'opportunità, ma anzi moltissimi studenti vivono l'alternanza come un'imposizione che li priva del loro tempo libero e li costringe a "lavorare gratis" per le aziende ospitanti. 

Si deve peraltro riconoscere che vi sono comunque dei casi, e non sono pochi, in cui per l'abnegazione dei docenti, per la liberalità delle aziende e per la buona disposizione degli studenti questi hanno avuto l'occasione di sperimentare attività che sono risultate davvero formative e ricche di stimoli e di nuove conoscenze e competenze. E non sono pochi i casi in cui queste aziende hanno cercato giovani di una particolare scuola stimata per gli ottimi ragazzi inviati, quando hanno da offrire un posto di lavoro: chi scrive ne è testimone diretto.

Per concludere vorremmo spendere due parole "pro patria sua", cioè nostra: www.quinos.it. Ci si deve riconoscere che gli studenti che partecipano in alternanza scuola lavoro alla redazione del web-magazine QUInos non solo svolgono compiti del tutto equiparabili a quelli di giornalisti o fotoreporter di un magazine (scrivendo articoli o scattando foto che vengono accuratamente rivisti e discussi con loro dalla direzione, prima della pubblicazione), ma hanno anche la possibilità di incontri conoscitivi con molteplici ambienti e personaggi che sono finalizzati alla realizzazione di interviste e articoli e che offrono loro l'opportunità di entrare in contatto in modo privilegiato con molte realtà lavorative, enti, personaggi di rilievo o famosi, etc. che altrimenti non avrebbero potuto avvicinare.

Giuseppe De Benedittis