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lunedì 10 dicembre 2018

NOSpettacoli mercoledì 25 ottobre 2017 ore 23:45

​Il “Ragnarok” si avvicina

Il nuovo film capolavoro della Marvel è già campione di incassi.



PONTEDERA — Come ci insegna la religione norrena, il Ragnarok è considerato l’apocalisse: solo i grandi eroi possono salvare la nostra civiltà dalle tenebre e dalla distruzione. 

Dopo sei anni dal primo capitolo della saga di Thor del Marvel Cinematic Universe e a quattro anni da The Dark World, il Dio del tuono (interpretato da Chris Hemsworth) torna al cinema in una veste nuova, più comica. 

Al Cineplex di Pontedera ci siamo gustati l'anteprima di questo nuovo episodio, in cui abbiamo ritrovato dei volti noti come: Loki, dio dell’inganno e fratello adottivo di Thor (Tom Hiddleston); Heimdall, la sentinella di Asgard (Idris Elba); Bruce Banner alias l’incredibile Hulk (Mark Ruffalo); Odino (Anthony Hopkins) e il Dottor Stephen Strange, meglio noto come Doctor Strange (Benedict Cumberbatch). Nel film a stupire non sono solo i veterani del Marvel Universe, ma anche le new entry sbalordiscono il pubblico in sala, soprattutto i due personaggi femminili, la dea della morte Hela (Cate Blanchett), il villain del film, e Valchiria (Tessa Thompson) alleata di Thor. Ragnarok può dirsi il trampolino di lancio delle “Donne con la D maiuscola” nella Marvel: entrambe mostrano un carattere forte e ostinato, una caratteristica che rende invidiabili le due guerriere; nonostante il ruolo da villain di Hela, Cate Blanchett si mostra come una donna in cerca di considerazione e di riconoscimento, mentre Valchiria cerca di vendicare tutte le sue compagne uccise dalla dea nell’ultimo scontro prima della sua reclusione. 

Thor Ragnarok non è da considerarsi un film per bambini, ma è un film che, nonostante la comicità, riesce a trasmettere al pubblico importanti insegnamenti che possono essere diversi secondo le aspettative del singolo spettatore. Ogni era ha i suoi super-eroi e noi dobbiamo ringraziarli, perché ogni volta che leggiamo una pagina o guardiamo una scena tratta dalle loro storie ci rimane qualcosa dentro che, anche a nostra insaputa, pian piano si può trasformare in un modello di vita che potrebbe contribuire a cambiare qualcosa del nostro modo di essere. 

Elisa Gini

5A Liceo Scientifico – Istituto XXV Aprile, Pontedera (PI), Toscana