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lunedì 17 febbraio 2020

NOSnews lunedì 27 gennaio 2020 ore 13:24

Giorno della Memoria, settemila studenti a Firenze

Sono arrivati da tutta la Toscana al Nelson Mandela Forum per ascoltare le testimonianze dell'olocausto dalla voce di coloro che sono sopravvissuti



FIRENZE — La Toscana ha ricordato il Giorno della Memoria con settemila studenti arrivati da tutta la regione al Nelson Mandela Forum di Firenze. Un meeting che dal 2006 si alterna al Treno della memoria da Firenze ad Auschwitz.

Oltre duemila in pullman e quasi tremila in treno, sono arrivati da 86 scuole medie superiori di tutte e dieci le province: 22 quelle della Città metropolitana di Firenze, 5 da Grosseto, 6 da Livorno, 9 da Lucca, 8 da Massa Carrara, 9 da Pisa, 7 da Pistoia, 6 da Prato ed 8 da Siena. Studenti del quarto e quinto anno ma anche studenti universitari e trecentocinquanta ragazzi e ragazze di scuole medie inferiori fiorentine.

La vice presidente della Regione Toscana, Monica Barni e il sindaco di Firenze, Dario Nardella, hanno aperto il meeting condotto da Ugo Caffaz, ideatore nel 2002 del Treno della memoria toscano, lo storico Giovanni Gozzini, il giornalista Adam Smulevich, lo storico Luca Bravi.

"Ascolterete non odio nelle parole dei testimoni oggi ma una scelta precisa, quella di raccontare. Non odio ma la volontà di costruire. Il senso della memoria è questo, incidere nel presente per costruire relazioni di pace e di giustizia. A voi ragazzi perciò dico, rendete vivo questo messaggio, è possibile. Ogni giorno con tante piccole azioni" così ha detto la vicepresidente Barni che ha aggiunto "E' in corso la terza guerra mondiale come ha ricordato Papa Francesco e oggi invito a riflettere su tutte le vite spezzate. Riflettiamo sui processi che portano a questi orrori, su quali siano i meccanismi che li generano. Essere qui ad ascolare oggi non ci permetterà più di rifugiarsi nell'indifferenza".

Il sindaco di Firenze ha rivolto un invito a tutti i giovani presenti "mettere davanti alla porta di casa un cartello con la scritta "Qui vive un antifascista" o "Qui c'è amore", "Qui c'è fratellanza", "Qui c'è liberta", per dire che la memoria non è dimenticata, è custodita. Perché l'unico antidoto all'odio e alla violenza è l'amore. Se c'è amore c'è memoria".

L'appuntamento è stato dedicato per questa edizione a quattro sopravvissuti e testimoni dello sterminio nei lager recentemente scomparsi: a Piero Terracina, venuto meno l'8 dicembre 2019, a Vera Michelin Salomon mancata il 27 ottobre 2019, a Marcello Martini deceduto il 14 agosto 2019 e adc Antonio Ceseri, scomparso il 18 dicembre 2017. 

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