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lunedì 10 dicembre 2018

NOScorner venerdì 10 agosto 2018 ore 08:41

Gioco del GO. 62° Congresso Europeo a Pisa

​Oltre mille presenze ludiche in una città semideserta fino al 12 agosto.



PISA — Ci siamo affacciati al GO Congress che si tiene in questi giorni a Pisa, incuriositi dai tanti giovani che, parlottando silenziosi, generalmente provvisti di uno zainetto, tutti i giorni vediamo circolare in zona “Piagge”, in vicinanza del Palazzo dei Congressi, come formiche operose e ordinate presso un formicaio. Nella reception una squadra di giovani ci ha accolto gentilmente e alla nostra richiesta di parlare con qualcuno “informato sui fatti” ci hanno condotto da uno degli organizzatori, arbitro ufficiale della manifestazione, il sig. Roberto Foschi. Alla prima domanda, scontata: Cos’è il GO? Ci ha risposto informandoci che si tratta di un gioco nato in oriente, probabilmente in Tibet4000 anni fa, dove fu usato anche come metodo divinatorio e fu citato anche negli scritti di Confucio. Sembra che in seguito il gioco abbia avuto legami con il buddismo. Dal Tibet il GO passò in Cina e poi si diffuse in Corea dove oggi sono ben 10 milioni i giocatori di GO, su una popolazione di 40 milioni di abitanti! Dalla Corea il gioco fu trasmesso al Giappone e da questo paese, nell’ ’800, grazie ai suoi intensi contatti commerciali, nei paesi dell’occidente. Le scuole di GO si trovavano in origine soprattutto all’interno dei monasteri e in alcuni paesi erano finanziate dallo stato. Poi questa forma di finanziamento pubblico è venuta meno, ma vi sono in Oriente tornei di giocatori professionisti sponsorizzati da alcuni media e da quotidiani, banche e assicurazioni. Alla nostra seconda domanda: Come si svolge il gioco del GO? Roberto ci ha risposto che il GO, nonostante la sua veneranda età, è ancora oggi giocato nella sua forma originale. Il Go è un gioco per due giocatori, bianco e nero, caratterizzato da regole molto semplici che danno origine ad una strategia complessa. È un gioco da tavolo, come la dama e gli scacchi, ma con il GO si inizia a giocare con la tavola di gioco, che è detta “goban”, completamente vuota. Sul piano della tavola “professionale” è disegnato o inciso un reticolo di 19 righe orizzontali e 19 righe verticali, formanti dei quadrati, per un totale di 361 incroci. Vi sono due altri formati di tavole più piccoli per giocatori iniziali. I due giocatori posano a turno sugli incroci liberi le loro pedine bianche e nere. In origine le bianche erano realizzate da conchiglie e le nere erano di ardesia, oggi sono in materiale vetroso. Le pietre di uno stesso giocatore vanno a costituire i confini dei territori in cui sarà diviso il goban. Le mosse danno diritto all’acquisizione o perdita di un punteggio. Vince chi riesce a formare "territori" più ampi e non è chi eliminato dall'avversario. Soddisfatti sui contenuti del gioco chiediamo allora: Perché si chiama Congress e perché ha luogo a Pisa? Si chiama Congress, ci risponde amabilmente l’arbitro ufficiale, perché oltre ai tornei dei più di 1000 partecipanti, provenienti da molte le parti del mondo e non solo dall'Europa, sono in calendario numerose sessioni di incontri e dibattiti su temi inerenti il Go. Questo Congresso si tiene a Pisa, continua Roberto Foschi, perché la città ospita il circolo italiano di GO più attivo e numeroso e il presidente della federazione italiana di GO, Maurizio Patron, docente di matematica nell’università di Chieti – Pescara “G. d’Annunzio”, risiede a Pisa dove la sua passione per il GO ha rilasciato un seme così profondamente radicato.

Ci sono altre informazioni e notizie che vorremmo avere e altre domande che intendiamo ancora porre non solo a Roberto, ma anche ad alcuno dei partecipanti, perciò vedremo di tornare qui entro sabato 11 agosto, ultimo giorno ludico dell'evento, dato che domenica 12 agosto, ultimo giorno da calendario, non ci saranno attività. Si ricorda che l'accesso ai giochi è aperto a tutti.

Per info specifiche sul gioco rimandiamo al sito italiano della Federazione Gioco GO:  http://www.figg.org/

Giuseppe De Benedittis