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NOSnews martedì 11 febbraio 2020 ore 15:09

Foibe, studenti in viaggio sulle orme degli esuli

Nella settimana del Giorno del Ricordo una rappresentanza toscana è partita verso i luoghi protagonisti delle vicende drammatiche del dopo guerra



FIRENZE — La Toscana nella settimana del Giorno del Ricordo, parte verso la frontiera con la Slovenia e ieri con l’ex Yugoslavia. Un viaggio iniziato già nella Summer school agostana che aiuta i professori ad approfondire la complessità del tema per poi farne oggetto di lezione e riflessione in classe con gli studenti, e che per questa edizione è proseguito, con una visita ad ottobre al quartiere giuliano dalmata di Roma e all’archivio e museo storico di Fiume ospitato nella città.

I ragazzi che sono partiti visiteranno il Sacrario di Redipuglia, Trieste, in particolare il lager nazi-fascista della Risiera di San Sabba che è oggi monumento nazionale, la Narodni Dom e il Magazzino 18, che conserva gli oggetti di vita quotidiana e mai recuperati di tanti esuli italiani fuggiti dopo che Istria e Dalmazia furono assegnati alla Yugoslavia, il campo di concentramento di Gonars, in provincia di Udine, per i prigionieri slavi, la foiba di Basovizza sull’altipiano carsico triestino e Fiume e Pisino in Croazia. Si fermeranno al ritorno, in Toscana, anche a Laterina in provincia di Arezzo, dove sorse nel dopoguerra un campo profughi per gli esuli italiani, e a Renicci di Anghiari, dove il regime fascista aveva invece realizzato un campo di prigionia per slavi.

“Un confine - ha detto la vice presidente ed assessora alla cultura Monica Barni - ha sempre due margini, ma se attraversato e indagato nella sua complessità storica, mai facile, può divenire anche un punto di incontro e scambio tra storie e culture diverse, tra popoli e civiltà. E’ quello che in Toscana facciamo ad anni alterni: nei dispari il viaggio ad Auschwitz per il Giorno della Memoria, in quelli pari (dal 2018) nei luoghi delle foibe, dell’esodo e dell’esilio ma anche dei campi italiani per prigionieri slavi. Investire sulla formazione, sulla conoscenza e l’acquisizione di un pensiero critico pensiamo che sia il vaccino più forte contro l’odio, l’indifferenza e la xenofobia. In questo modo storia e memoria diventano strumenti per costruire un contesto di riconoscimento reciproco e di ascolto”.

Il viaggio studio “Storia di un confine difficile. L’alto Adriatico nel Novecento” è organizzato dalla Regione Toscana assieme all’Istituto storico toscano della Resistenza e dell’età contemporanea e il Ministero dell’istruzione e dell’università.

Le scuole che partecipano al viaggio arrivano da tutte e dieci le province toscane, con almeno due studenti (in genere di quarta o quinta) e un professore per ciascuna: dalla provincia di Arezzo il liceo Giovanni da San Giovanni di San Giovanni Valdarno, da Firenze l’Itis Galilei, l’Iis Sassetti-Peruzzi, il liceo scientifico Rodolico e l’Ipsar Saffi, l’Iis Chino Chini di Borgo San Lorenzo, il liceo scientifico “Il Pontormo” e l’Itg Brunelleschi di Empoli, l’Isis Galileo Galilei di Scandicci e l’Iiss Calamandrei di Sesto Fiorentino, da Grosseto il Polo liceale Aldi e l’Iis Leopoldo II di Lorena, da Livorno l’Itis Galileo Galilei e l’Isis Raffaello Foresi di Porto Ferraio, da Lucca l’Isi Sandro Pertini e l’Iis Carrara-Nottolini-Busdraghi, da Massa Carrara l’Iis Barsanti, da Pisa l’Iis Da Vinci Fascetti e l’Iis Santoni, da Pistoia l’Itis Marchi Forti di Monsummano Terme, da Prato l’Iteps Dagomari e l’Its Buzzi, da Siena l’Istituto tecnico agrario Ricasoli e il liceo scientifico Galileo Galilei.

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