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mercoledì 13 novembre 2019

fattiNOStri venerdì 08 marzo 2019 ore 08:03

​Due minuti all’inizio dell’Apocalisse

Un incontro che ha lasciato conoscenze amare sul futuro dell’umanità



PISA — Il Bulletin of the Atomic Scientists è un ente che si batte, dal 1945, per il disarmo nucleare e che regola l’Orologio dell’Apocalisse, un orologio simbolico che rappresenta il conto alla rovescia verso una catastrofe globale, tipicamente di una guerra nucleare. 

Gli scienziati hanno deciso di lasciare le lancette a due minuti dalla fine del mondo, così come nel 2018. Questo esprime lo sconforto degli scienziati sulla possibilità di trovare risposta ai problemi che stanno colpendo il pianeta negli ultimi anni. Per questo motivo, il 7 marzo 2019, il professore Angelo Baracca e la presidente ad honorem della Wilpf Italia (Women's International League for Peace and Freedom) Giovanna Pagani hanno tenuto una conferenza al Liceo Giosuè Carducci di Pisa per far comprendere alle nuove generazioni l’importanza della loro voce per diffondere la consapevolezza su un tema così importante che è considerato un tabù. I due relatori hanno prima illustrato l’effettiva potenza delle bombe nucleari (una sola bomba può distruggere una grande città!) per poi analizzare la situazione presente parlando dell’inquietudine degli Stati non dotati di armi nucleari in merito al continuo aggiornamento e modernizzazione degli armamenti da parte degli Stati Nuclearizzati. Questi stati, hanno spiegato i relatori, non solo non garantiscono la sicurezza dei cittadini, ma sono responsabili di un vero e proprio cambiamento climatico. I ragazzi hanno riconosciuto di essere rimasti all’oscuro del problema generale e dell’effettiva potenza distruttiva degli armamenti e hanno espresso la loro rabbia e sconforto, la loro amarezza e tristezza e, nella maggior parte di loro, un sentimento di ribellione che dovrà fare i conti con il tempo tiranno e con la consapevolezza che la fine potrebbe essere vicina.

Angelo Baracca e Giovanna Pagani hanno interrotto la loro relazione per chiedere agli alunni di esprimere la loro opinione sul modo migliore per “fermare le lancette dell’apocalisse”. Come risposta sono state proposte varie idee: alcuni hanno suggerito di informare la popolazione attraverso i mass media e i giornali, altri di suscitare una mobilitazione di massa che faccia sentire la propria voce. I due specialisti hanno quindi spiegato ai ragazzi che la maggior parte delle persone è disinformata sulle armi nucleari, per il fatto che il solo pensiero che esistono armi in grado di distruggere interi paesi fa paura. I ragazzi hanno deciso di mobilitarsi chi offrendosi di produrre articoli giornalistici e chi pagine web. Si potrebbe concludere con una frase dal romanzo “Harry Potter e la Camera dei Segreti”: la paura di un nome non fa che incrementare la paura della cosa stessa, frase che ci fa capire come sia importante gridare a gran voce, senza avere paura.

Teresia Caliendo, Classe 5, Liceo G.Carducci, Pisa

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