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mercoledì 15 agosto 2018

terraNOStra domenica 04 febbraio 2018 ore 19:25

​Da fornace a museo

I ricordi di un’anziana signora



PONTEDERA, LA ROTTA — Nella località nominata La Rotta, appena fuori dalla città di Pontedera, sono conservate antiche storie di anziani del luogo che trascorsero la loro adolescenza a fabbricare mattoni. La Rotta, sul cui nome alcuni dicono che derivi dalle rovine del dopo guerra e altri (ed è più probabile) da una rovinosa rottura dell'argine dell'Arno, è una località poco nota ai più, circondata da campi incolti che nasconde al suo interno grandi ricchezze storiche, tra cui le fornici per la realizzazione di laterizi. L’ultima fornace fu quella dei “Fratelli Braccini fu Antonio”. Essa fu costruita nel 1907 e quasi tutti i cittadini rottigiani andavano lì a lavorare i mattoni. Abbiamo raccolto una testimonianza riguardo il lavoro che veniva svolto all'interno della fornace da parte di Rosa, una signora centenaria di La Rotta, che ci ha raccontato volentieri la sua esperienza: fin da giovane, nella stagione estiva, si recava presso la cava in località “il Botteghino” per raccogliere la mota che veniva inserita in un macchinario che modellava e produceva i mattoni che venivano esposti sul piazzale ad essiccare al sole; il giorno dopo venivano cotti nel forno di terra ad una una temperatura massima di 1000°. Tutto questo processo si svolgeva senza interruzione, giorno e notte (grazie ai forni Hoffman a fuoco continuo) e veniva sorvegliato attentamente dai guardiani della fornace. A fine produzione, ci racconta Rosa, lei stessa e le altre operaie dovevano disporre con delicatezza i pesanti mattoni sui camion diretti a Livorno: qui erano imbarcati per la Sardegna. Mentre racconta l’anziana signora ci sorride, ricordando soddisfatta quei lontani momenti, anche quelli difficili delle faticose notti in cui, con ogni tempo, anche nei temporali, doveva alzarsi per andare alla fornace per riparare, con paraventi i mattoni dalla pioggia, affinché non ne fossero danneggiati. Da un punto di vista sociale Rosa ci dice che, oltre a dover lavorare in fabbrica, agli operai di quei tempi (il XX Secolo!) i padroni facevano richieste personali come servirli in casa o occuparsi delle loro vetture. 

La fornace bruciò nel 1965, sembra a causa di un cortocircuito. La poca attenzione di qualcuno segnò la fine di quella lavorazione e di quell’epoca.

Negli anni del dopoguerra la fornace è stata ristrutturata da parte del Comune di Pontedera ed è diventato il “Museo dei mattonai”. Nei vecchi “magazzini” dei materiali sono oggi esposti oggetti e fotografie riguardanti i tempi in cui la fornace era attiva. All’interno dell'area della fornace si possono vedere il grande piazzale in cui venivano messi i mattoni per essere essiccati dal sole e le fornaci in cui erano cotti i mattoni.


Sara Battiato, Noemi Biagiotti

Classe 3B Scienze Umane, Liceo "E.Montale", Pontedera (PI) Toscana.