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sabato 24 agosto 2019

soNOStato domenica 27 gennaio 2019 ore 16:19

22 gennaio 2019: secondo giorno

Diario di viaggio del Treno della Memoria



​AUSCHWITZ — Appena svegli e usciti dall’hotel ci dirigiamo al campo di Auschwitz. C’è il sole, ma fa comunque molto molto freddo e non possiamo non pensare ai prigionieri di quei campi, sempre in piedi e così poco coperti. Vediamo dei mucchi di “cose” appartenenti alle vittime e strappate via, una dietro l’altra: occhiali (Foto), protesi, ciotole con vassoi e caraffe, borse, scarpe (Foto) e 950 Kg di capelli. E pensare che queste quantità, pur così smisurate, rappresentano solo l’uno percento del totale! Poco più in là troviamo esposta anche una piccola quantità di ceneri. Sono inoltre rappresentate le ricostruzioni degli interni dei vagoni, per illustrare come ci si viveva, e delle camere a gas… per illustrare come ci si moriva, anche ora che ci ripenso mi vengono i brividi. Oltre a ciò c'erano molte fotografie e disegni realistici e proprio per questo raccapriccianti. Si possono osservare una quantità incredibile di fotografie di ogni deportato, prima e durante la permanenza nel campo; permanenza che se si era fortunati era di 3-4 mesi, dopo di che si diventava carne da macello. 

Le foto di donne e di bambini sopravvissuti fanno venir da piangere per come apparivano privati di ogni identità (Foto). Anche il muro chiamato “della morte”, è stato restaurato e rappresenta quanto la morte fosse gratuita e ingiustificata ed è qui, appunto, che è svolta la cerimonia della memoria di questo giorno. Nel pomeriggio, al teatro di Cracovia, le sorelle Bucci e altri testimoni, sia presenti sia in video, ci raccontano gli inizi e le circostanze delle loro sofferenze. Al termine guardiamo uno spezzone di un film dell’epoca e, da quel momento, credo di poter dire di aver visto il lato più marcio del genere umano: lacrime e spasmi di rabbia si manifestano sul mio viso, in un modo che non riesco a controllare. 

In serata una passeggiata in città con gli amici riesce ad alleggerirci la mente.

Giunia Baudino 

Classe V°D IIS "Santoni" Pisa